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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Visualizza articoli per tag: Cane

dog medicine shutterstock 221154205Una terapia analgesica efficace è di fondamentale importanza negli animali, ma le opzioni terapeutiche per il trattamento del dolore acuto nei cani in regime ambulatoriale sono limitate. L'obiettivo di questo studio era quello di confrontare le concentrazioni plasmatiche e la farmacocinetica di una soluzione concentrata di buprenorfina somministrata per via endovenosa, intranasale e per via orale transmucosale (oral transmucosal, OTM) nel cane.

In questo studio randomizzato crossover sono stati inclusi nello studio 5 cani maschi adulti sani. I cani hanno ricevuto 0,03 mg/kg di peso corporeo di buprenorfina per via endovenosa, intranasale o per via OTM, con un periodo di washout minimo di 72 ore tra i trattamenti. I campioni di sangue sono stati raccolti a intervalli multipli fino a 24 ore dopo la somministrazione e le concentrazioni plasmatiche di buprenorfina sono state determinate mediante spettrometria di massa tandem con cromatografia liquida.

Disciplina Farmacologia

glucose measurement dogL’obiettivo degli autori dello studio era quello di studiare e confrontare l'accuratezza di due glucometri portatili per uso veterinario (AccuTell; AccubioTech; e AlphaTrak2; Abbott Laboratories).

Complessivamente, sono stati ottenuti 120 campioni di sangue venoso per la misurazione immediata della concentrazione di glucosio nel sangue intero, utilizzando due glucometri portatili progettati per essere utilizzati nella specie canina. La concentrazione di glucosio plasmatico è stata contestualmente misurata attraverso un analizzatore di laboratorio che utilizzava un metodo di reazione dell'esochinasi. Per ciascun campione è stato altresì registrato il PCV (Packed cell volume). È stata eseguita un'analisi di regressione lineare e sono stati delineati grafici di Bland-Altman con gli standard dell'International Standards Organization 15197:2013 applicati per valutare, rispetttivamente, la relazione e la concordanza tra i risultati dei glucometri portatili e i metodi dell'analizzatore di laboratorio. Infine, l’error grid analysis di ClarK è stato utilizzato per valutare l'accuratezza e l’utilità clinica dei glucometri.

Disciplina Endocrinologia

reptile lizard gecko tarentola mauritanica 260nw 1632032845I protozoi del genere Leishmania (Trypanosomatida: Trypanosomatidae) comprendono 53 specie di cui 20 patogene per l’uomo che causano forme di leishmaniosi cutanee, mucocutanee e viscerali. Nel bacino del Mediterraneo, Leishmania infantum è la principale specie che causa la leishmaniosi cutanea e viscerale zoonotica, responsabile di oltre 2,5 milioni di infezioni nei cani.

In Italia, dal 1986 al 2012, Sono stati registrati in totale 105 casi importati di leishmaniosi nell’uomo, e sono state identificate otto specie di Leishmania. Infatti, i fattori ecologici e antropici hanno amplificato il rischio di introduzione di nuove specie di Leishmania. Tutti i fattori che condizionano l’epidemiologia della leishmaniosi pongono nuove sfide ai medici e ai veterinari, date le difficoltà diagnostiche o causate da reattività crociate. Questo è anche il caso di L. tarentolae, che ha una distribuzione simpatrica con L. infantum nel bacino del Mediterraneo. Questa Leishmania associata a sauri ha come vettore il flebotomo Sergentomyia minuta, ed è stata identificata in Tarentola mauritanica e Mediodactylus kotschyi in Italia e Tarentola annularis in Sudan. Inoltre, questa specie è stata diagnosticata molecolarmente in Podarcis filfolensis e Podarcis siculus in Italia. Recentemente, L. tarentolae è stata rilevata mediante nested-PCR nell’uomo e in flebotomi (es. Phlebotomus e Sergentomyia) in studi concernenti la prevalenza molecolare di L. infatum in donatori umani, flebotomi e cani dell’Italia centrale (Pombi et al., 2019). Questi studi hanno fatto supporre che i mammiferi potessero essere una fonte di sangue per i flebotomi del genere Sergentomyia (Abbate et al., 2019).

spinal empiemaCi sono informazioni limitate sull'empiema epidurale spinale del cane (SEE). Lo scopo degli autori di questo studio retrospettivo multicentrico era quello di descrivere la presentazione clinica e l'outcome dei cani sottoposti a chirurgia spinale o trattamento medico conservativo per SEE. 

Nello studio sono stati inclusi 41 cani; la SEE è stata trattata chirurgicamente in 17 cani e in modo conservativo in 24 cani. Due cani hanno subito un intervento chirurgico alla colonna vertebrale dopo il fallimento della gestione conservativa, il che significa che 19 cani in totale hanno subito un intervento chirurgico alla colonna vertebrale. Il follow-up a lungo termine (cioè >6 mesi) era disponibile in 35 cani (19 trattati in modo conservativo e 16 trattati chirurgicamente). Il recupero funzionale è stato ottenuto in 15/19 (78,9%) cani trattati in modo conservativo e 12/16 (75%) cani trattati chirurgicamente. Non vi era alcuna differenza significativa (p = 1) nell'outcome a lungo termine tra i cani trattati in modo conservativo e chirurgico (78,9 e 75%, rispettivamente). Tuttavia, un numero significativamente maggiore di cani trattati chirurgicamente non era deambulante alla presentazione (9/17 vs. 5/24, p = 0,048), rispetto ai cani trattati in modo conservativo. 

Disciplina Neurologia

leishmania dogNel corso del recente congresso “Le domande più scottanti sulla Leishmaniosi” organizzato da SCIVAC (Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia) a Bologna, Xavier Roura, Professore dell’Ospedale Clinico Veterinario dell’Università Autonoma di Barcellona, ha tenuto un interessante relazione circa l’utilizzo dei corticosteroidi nella terapia della leishmaniosi canina. 

È stato infatti a lungo dibattuto l’uso degli steroidi nella leishmaniosi canina ma di fatto mancano prove solide in un senso o nell’altro. Attualmente il gruppo IRIS raccomanda l’uso di farmaci immunosoppressori nei cani con glomerulonefrite da immunocomplessi, quadri che potrebbero riguardare molti cani con leishmaniosi e malattia renale. Questa raccomandazione si basa sulla previsione che la soppressione dell’immunità umorale o cellulo-mediata e la risposta infiammatoria glomerulare associata influenzerà favorevolmente la progressione, la gravità e l’outcome della malattia. Idealmente, questa decisione dovrebbe essere basata sui riscontri ottenuti da una biopsia renale. Tuttavia, nel caso in cui i cani stiano già ricevendo una terapia standard per la glomerulopatia, ma si rileva un aumento progressivo della creatinina sierica o segni di malattia glomerulare rapidamente progressiva e non è stata rilevata alcuna malattia infettiva concomitante, allora la terapia immunosoppressiva potrebbe essere considerata anche in assenza di una diagnosi istopatologica. Va sottolineato che queste raccomandazioni sono basate su trial di efficacia in pazienti umani e su esperienze cliniche nei cani. Sebbene la maggior parte dei cani proteinurici con leishmaniosi abbia una glomerulonefrite da immunocomplessi, la letteratura veterinaria ha descritto casi di cani proteinurici con leishmaniosi in cui la somministrazione di farmaci immunosoppressori sarebbe controindicata, come nell’amiloidosi renale non comune e nella glomerulosclerosi cronica senza depositi di immunocomplessi. 

Sabato, 09 Aprile 2022 09:56

Infezione da Babesia gibsoni nel cane

heroimage0.117617001559743387 840x400Babesia gibsoni è una delle specie di Babesia e l'infezione provocata da questo patogeno è solitamente asintomatica, il che complica il rilevamento degli animali infetti. Nelle aree endemiche, soprattutto in Asia, la trasmissione di B. gibsoni avviene spesso in modo diretto tramite un vettore (zecche). A causa dell'assenza dei vettori, B. gibsoni è descritta solo sporadicamente in Europa; ma si rileva sempre più spesso in razze predisposte, in particolare nell’American pitbull terrier.

L’obiettivo di questa review era quello di descrivere l'eziologia, l'incidenza, i segni clinici, la patogenesi, i test diagnostici e il trattamento dell'infezione da B. gibsoni, con un'enfasi sulle peculiarità cliniche e clinico-patologiche della malattia. Poiché i cani trattati non eliminano il parassita dall'organismo, riducendo solo la parassitemia e migliorando i segni clinici, il trattamento dell'infezione da B. gibsoni è spesso complessa e il suo studio merita quindi grande attenzione.

ketoconazole dogs 1La chemioterapia giornaliera somministrata per via orale offre un nuovo approccio terapeutico per il linfoma nei cani che non tollerano o non rispondono adeguatamente alla chemioterapia con approccio dose-intenso. L’obiettivo di questo studio era quello di valutare un protocollo di chemioterapia orale multifarmaco per il trattamento di 50 cani con linfoma multicentrico.

Il protocollo consisteva in procarbazina, prednisolone e ciclofosfamide (PPC) somministrati quotidianamente per via orale. L'efficacia e la tossicità sono state valutate mediante valutazioni cliniche e di laboratorio.

Disciplina Oncologia

MRI ernia caneGli autori dello studio multicentrico retrospettivo in esame hanno voluto descrivere la presentazione clinica, i risultati della risonanza magnetica e l'outcome a lungo termine dopo il trattamento medico o chirurgico dei cani che presentavano ernia del disco intervertebrale toracolombare.

Sono stati quindi inclusi cani con diagnosi di ernia del disco intervertebrale toracolombare tra il 2009 e il 2020 in sette ospedali di riferimento.

Disciplina Neurochirurgia

endocarditis dogs 1 1280x720I fattori prognostici nei cani con diagnosi di endocardite infettiva (infective endocarditis, IE) non sono stati ben caratterizzati. L’obiettivo di questo studio era quello di valutare l'outcome e i fattori prognostici nei cani con IE.

Sono stati inclusi nello studio, in modo retrospettivo, 113 cani con IE. Sono stati registrati i seguenti dati: ​​segnalamenti, condizioni patologiche preesistenti, reperti clinicopatologici, trattamento e outcome. È stata effettuata un’analisi di regressione logistica univariata per identificare i fattori associati alla mortalità, quindi è stata eseguita un'analisi multivariata.

Disciplina Cardiologia

osteocondrite caneLo scopo degli autori di questo studio era descrivere l'applicazione clinica e l'outcome dell’autotrapianto osteocondrale utilizzando il sistema COR (COR; DePuy Synthes, Varsavia, Indiana, Stati Uniti) per il trattamento dell'osteocondrite dissecante (OCD) del condilo femorale nel cane.

Sono state revisionate retrospettivamente le cartelle cliniche dei cani che sono stati trattati per OCD utilizzando il sistema COR tra febbraio 2013 e marzo 2020 e sono stati registrati i dati relativi ai reperti clinici e radiografici, pre e postoperatori.

Disciplina Ortopedia
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