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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Visualizza articoli per tag: Cavallo

cavallo neuromuscolariLe varianti genetiche dannose rappresentano un'importante causa di malattia del muscolo scheletrico. La valutazione immunoistochimica delle biopsie muscolari è il metodo standard per la diagnosi delle malattie muscolari. Nei cavalli con malattia muscolare, risulta ad oggi sconosciuta, la prevalenza di alleli che causano paralisi periodica iperkaliemica (HYPP), ipertermia maligna (MH), miopatia da accumulo di polisaccaridi di tipo 1 (PSSM1), deficit dell'enzima responsabile della ramificazione del glicogeno (GBED), miotonia congenita (MC) e miopatia da catena pesante della miosina (MYHM). 

Gli autori di questo studio hanno esaminato in cieco i preparati elaborati per l'analisi immunoistochimica di 296 cavalli con malattia muscolare; dal database sono state ottenute anche informazioni cliniche. Il DNA isolato dai campioni muscolari stoccati di questi cavalli è stato genotipizzato per le varianti della malattia. 

Disciplina Genetica

papillomavirus equiLe infezioni da papillomavirus (PV) possono essere correlate a lesioni ano-genitali e allo sviluppo del cancro nelle persone e in molte altre specie animali. Ad oggi, sono stati riportati 11 diversi PV nei cavalli. Tra questi, un PV recentemente descritto, chiamato Equus caballus Papillomavirus Type9 (EcPV9), è stato isolato nel seme di uno stallone con lesioni peniene in Australia. Gli autori di questo studio riportano per la prima volta la presenza di EcPV9 in cavalli italiani asintomatici. 

Da luglio 2020 a gennaio 2022 sono stati raccolti campioni di brush genitali da 209 cavalli senza segni evidenti di cancro e senza lesioni associate a PV, esaminati clinicamente presso l'Ospedale Universitario Didattico Veterinario (OVUD) di Perugia e presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Veterinaria (OVU) di Torino. Dai brush sono state effettuate delle PCR real-time mirate alla regione EcPV9-L1. La prima amplificazione mirava a una regione di ~ 116 bp, seguita dall'amplificazione e dal sequenziamento di ~ 533 bp dei campioni positivi. 

download33L'asma equino lieve-moderato (Mild-moderate equine asthma, MEA) è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree inferiori del cavallo, caratterizzata da accumulo di muco tracheale, tosse e scarso rendimento. L'approccio terapeutico si basa sul trattamento farmacologico e sulla gestione ambientale. Inoltre, è stata segnalata l'efficacia della somministrazione di molecole antiossidanti. Lo scopo del presente studio era quello di valutare l'effetto della somministrazione di un integratore nutraceutico commerciale, composto da diversi estratti vegetali, sull'infiammazione delle vie aeree inferiori nei cavalli da gara.

Sono stati inclusi nello studio dodici cavalli purosangue affetti da MEA. Tutti i cavalli sono stati sottoposti ad esame fisico con assegnazione di uno score clinico, endoscopia delle vie aeree ed esame citologico del liquido di lavaggio broncoalveolare. In sette cavalli il nutraceutico è stato somministrato per 21 giorni in associazione a cambiamenti ambientali, mentre in cinque cavalli sono stati eseguiti solo cambiamenti ambientali. Tutte le procedure sono state ripetute al termine dello studio. I dati relativi allo score clinico, allo score endoscopico e alla citologia all'inizio e alla fine dello studio sono stati confrontati tra i due gruppi.

Sabato, 10 Settembre 2022 11:24

Leptospirosi nella specie equina

1La leptospirosi può essere associata a sindromi importanti negli equini, comprese quelle riproduttive. Recentemente, è stata dimostrata una sindrome riproduttiva causata dalla leptospirosi nei ruminanti (Bovine Genital Leptospirosis, BGL), che presenta un proprio agente, particolari metodiche diagnostiche e specifici trattamenti e prevenzione. La sindrome genitale della leptospirosi potrebbe non essere esclusiva dei ruminanti e potrebbe colpire anche i cavalli. Lo scopo del presente studio era quello di raccogliere le informazioni disponibili sulla leptospirosi negli equini e proporre una nuova sindrome da leptospirosi genitale nei cavalli, che è stata definita leptospirosi genitale equina (Equine Genital Leptospirosis, EGL).

L'agente eziologico principale è molto probabilmente il sierotipo Bratislava (sierogruppo Australis), il quale presenta una distribuzione mondiale. La via di trasmissione più rilevante è rappresentata dalla trasmissione sessuale. La subfertilità, la ripetizione dell'estro e, meno comunemente, gli aborti tardivi sono i segni clinici più comuni. La sierologia potrebbe non essere adeguata per diagnosticare questa infezione riproduttiva cronica silente da leptospira. Poiché la maggior parte degli studi sulla leptospirosi equina esaminano campioni urinari, l'EGL è ampiamente sottodiagnosticata e la malattia è poco studiata e probabilmente sottovalutata. Pertanto, la PCR, in particolare dal muco cervico-vaginale (cervicovaginal mucus, CVM) e dai frammenti uterini, risulta essere una scelta rapida e definitiva per la diagnosi. Al fine di mitigare gli effetti della malattia negli equini, sono essenziali la terapia antibiotica, la vaccinazione e una corretta gestione ambientale. Un adeguato riconoscimento di questa sindrome può aiutare a evidenziarne l'insorgenza e contribuire a una più ampia comprensione delle sue manifestazioni cliniche, al raggiungimento di una diagnosi corretta e allo sviluppo di nuovi approcci per il suo controllo.

Martedì, 30 Agosto 2022 16:26

Coccidioidomicosi nella specie equina

coccidiomicosi cavalloLa coccidioidomicosi è una malattia fungina causata da Coccidioides immitis o Coccidioides posadasii

Gli autori dello studio hanno ricercato, nei registri del California Animal Health and Food Safety Laboratory dal 1990 al 2020, casi di coccidioidomicosi nei cavalli. I criteri di selezione per questi casi erano: 1) cavalli nati vivi sottoposti ad esame autoptico e 2) pazienti in cui è stata stabilita una diagnosi di coccidioidomicosi, indipendentemente dalla causa del decesso.

Domenica, 17 Luglio 2022 11:29

Biomarker di sepsi nel suino, bovino e cavallo

11910205046 d9844787b2 bLa sepsi è una sindrome clinica complessa innescata da una risposta infiammatoria dell'ospite nei confronti di un'infezione. Di solito è complessa da diagnosticare e ha gravi conseguenze sulla salute umana e veterinaria, soprattutto quando il trattamento non viene iniziato precocemente. Pertanto, sono necessari dei marker per diagnosticare la sepsi in modo accurato. Inoltre, una corretta diagnosi di sepsi potrebbe ridurre l'uso improprio degli antibiotici, che è essenziale per combattere la resistenza antimicrobica. Questo è un problema in particolare negli animali da reddito. Quando si sospetta la sepsi negli animali, i biomarker più frequentemente utilizzati sono le proteine ​​di fase acuta come la proteina C-reattiva, l'amiloide A sierica e l'aptoglobina, ma le loro concentrazioni possono aumentare in corso di altre condizioni infiammatorie. Nei pazienti umani, i biomarker più promettenti per rilevare la sepsi sono la procalcitonina e la presepsina, e un'ampia gamma di altri biomarker sono in corso di studio. Tuttavia, ci sono poche informazioni sull'applicazione di questi biomarker nelle specie di interesse veterinario. L’obiettivo di questa review era quello di descrivere i concetti generali e le attuali conoscenze sui biomarker di sepsi nei suini, cavalli e bovini e di discutere possibili progressi scientifici in questo campo.

“Biomarkers of sepsis in pigs, horses and cattle: from acute phase proteins to procalcitonin” M J López-Martínez, et al. Anim Health Res Rev. 2022 Jun;23(1):82-99. doi: 10.1017/S1466252322000019.

Disciplina Medicina d'urgenza

ciatostomiGli autori dello studio avevano lo scopo di raccogliere informazioni sulle risposte infiammatorie locali e sistemiche e sui componenti associati alle cellule caliciformi mucipare (goblet cell), dopo il trattamento antielmintico con moxidectina e ivermectina, nei cavalli naturalmente infettati da ciatostomi.

Nello studio sono stati inclusi 36 cavalli di età compresa tra 2 e 5 anni; questi, successivamente, sono stati assegnati in modo casuale a tre gruppi. Il gruppo 1 ha ricevuto ivermectina/praziquantel (0,2 mg/kg), il gruppo 2 ha ricevuto moxidectina/praziquantel (0,4 mg/kg) e il gruppo 3 era costituito da pazienti non trattati (gruppo controllo). Campioni bioptici del cieco e del colon dorsale e ventrale sono stati utilizzati per la valutazione istopatologica e conservati per l'isolamento dell'RNA e l'analisi dell'espressione genica. Anche il sangue intero è stato raccolto settimanalmente per l'analisi dell'espressione genica. Il gruppo di controllo presentava un'infiammazione significativamente più elevata associata a score larvali più elevati. I gruppi di trattamento non hanno evidenziato differenze nella conta delle larve e nelle popolazioni di cellule infiammatorie (p>0,05). I conteggi delle larve della mucosa erano correlati positivamente con i punteggi dell'iperplasia delle cellule caliciformi (p = 0,047). Il gruppo trattato con moxidectina aveva un'espressione significativamente più bassa di IFN-γ (p <0,05).

Disciplina Parassitologia

artroscopia cavalloGli obiettivi degli autori dello studio erano quelli di confrontare gli effetti dell'idromorfone e del butorfanolo nei cavalli sottoposti ad artroscopia e descrivere la farmacocinetica dell'idromorfone nei suddetti pazienti.

Nello studio sono stati inclusi in maniera randomizzata 40 cavalli che hanno subito un’artroscopia elettiva. I cavalli sono stati assegnati in modo casuale a ricevere idromorfone (0,04 mg kg-1; gruppo TxH; n = 19) o butorfanolo (0,02 mg kg-1; gruppo TxB; n = 21) per via endovenosa prima dell'intervento chirurgico come parte di un protocollo anestesiologico standardizzato. Il dolore è stato valutato da due osservatori in cieco, utilizzando la scala Equine Utrecht University per la valutazione del dolore facciale (EQUUS-FAP) e una scala composita del dolore (CPS) prima dell'intervento chirurgico (baseline), 2 ore (P2) e 4 ore (P4) dopo la fine dall'anestesia. I campioni ematici sono stati prelevati in vari momenti per la determinazione della concentrazione plasmatica di idromorfone mediante spettrometria di massa tandem abbinata alla cromatografia liquida.

1Il tetano è una malattia dolorosa e spesso fatale causata dalle esotossine rilasciate dal batterio Clostridium tetani. Il Clostridium tetani è un commensale del tratto gastrointestinale dell'uomo e degli animali domestici e le sue spore sono altamente resistenti ai cambiamenti ambientali, agli acidi e agli alcali e possono persistere nel terreno per molti anni. La malattia è caratterizzata da rigidità muscolare generalizzata e spasmi, iperestesia, convulsioni, arresto respiratorio e morte. I cavalli sono gli animali domestici più suscettibili. Il trattamento è in genere diretto all'eliminazione della fonte della tossina, neutralizzazione di qualsiasi tossina non legata, instaurazione dell'immunità antitossinica, controllo delle alterazioni neuromuscolari e sollievo del dolore.

L’obiettivo di questo studio era quello di descrivere i reperti clinici e i protocolli terapeutici in 17 cavalli affetti da tetano, trattati tra marzo 2012 e dicembre 2021. La diagnosi di tetano era basata sull'anamnesi e sui reperti dell'esame fisico. Tutti i cavalli hanno ricevuto un protocollo di trattamento che comprendeva la somministrazione di siero antitetanico (50.000 UI, per via endovenosa, seguita da tre iniezioni della stessa dose a intervalli di 48 ore), penicillina procaina (25.000 UI kg, per via intramuscolare, BID, per 10 giorni), e miorilassante (acepromazina 0,02-0,05 mg/kg, per via intramuscolare, BID, per 8 giorni). Quando necessario, sono state effettuate terapie di supporto basate sull'uso di soluzioni reidratanti, alimentazione tramite sondino nasogastrico e assistenza al mantenimento della posizione quadrupede. Il tasso di mortalità osservato in questo studio è risultato essere del 23,52%. La diagnosi precoce associata al trattamento ha contribuito maggiormente alla guarigione dell'animale.

Disciplina Medicina interna

ecg horseL'ecografia cardiaca focalizzata (FoCUS) sta emergendo rapidamente per una valutazione cardiaca point-of-view utilizzando dispositivi a ultrasuoni portatili (HCU). Attualmente non sono disponibili un protocollo FoCUS specifico per i cavalli, né, tantomeno, linee guida di addestramento adeguate.

L’ipotesi degli autori era basata sull’acquisizione di conoscenze sulla formazione necessaria per diventare esperti nell'esecuzione di FoCUS utilizzando un dispositivo HCU.

Disciplina Medicina d'urgenza
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