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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Visualizza articoli per tag: Gatto

oral lesion catLe lesioni orali cistiche nella specie felina sono rare e comprendono cisti odontogene e tumori odontogeni cistici. Una diagnosi accurata richiede una stretta collaborazione tra i rilievi clinici e radiografici, e le interpretazioni istologiche.

Lo scopo degli autori era valutare la correlazione tra i reperti clinici e radiografici, l'interpretazione istopatologica e il segnalamento dei gatti con lesioni cistiche orali inclusi in questa serie di casi, al fine di fornire raccomandazioni a medici e patologi per migliorarne l'efficienza e l'accuratezza diagnostica.

leish catLe informazioni sul management della leishmaniosi felina (FeL) nella pratica clinica sono limitate. Leishmania infantum è la specie di Leishmania più frequentemente segnalata sia nei cani che nei gatti dei paesi della regione mediterranea, Centro e Sud America e Iran. Questo studio è stato condotto per fornire ai medici veterinari una panoramica aggiornata delle informazioni sulla leishmaniosi nella specie felina basate sull’evidenza.

Gli autori hanno effettuato una revisione della letteratura utilizzando PubMedScience DirectGoogle ScholarWeb of Science. Sono stati valutati case report di FeL causati da L. infantum nel periodo compreso tra il 1912 e il 1° giugno 2021.

Lunedì, 18 Luglio 2022 12:41

Crisi ipertensive nel cane e nel gatto

gatto pressioneLa crisi ipertensiva è ben riconosciuta in medicina umana; ci sono, invece, poche prove in ambito veterinario. Gli autori di questo studio miravano a riportare la presentazione clinica, il trattamento e l'outcome di cani e gatti con episodi ipertensivi.

Nello studio sono stati inclusi retrospettivamente cani e gatti colpiti da un episodio ipertensivo caratterizzato dai seguenti riscontri clinici: presentazione acuta, pressione arteriosa valutata con Doppler >180 mmHg e danno di organi bersaglio comprese crisi convulsive acute, alterato stato mentale con o senza decubito laterale o cecità. I dati raccolti includevano segnalamento, anamnesi, esame fisico, reperti clinicopatologici, pressione arteriosa, trattamento antipertensivo ed outcome.

Disciplina Medicina d'urgenza
Domenica, 17 Luglio 2022 11:02

Un caso di gastrite enfisematosa nel gatto

sad cat og minQuesto case report descrive il caso clinico di un gatto comune europeo, femmina sterilizzata di 7 anni portata in visiita con una storia di 2 mesi di letargia e disoressia che progrediva verso l'anoressia. La diagnosi iniziale era quella di pancreatite con lipidosi epatica secondaria. È stata iniziata una terapia di supporto, compreso il posizionamento di un sondino esofagostomico. Il gatto è gravemente peggiorato durante il ricovero in ospedale, sviluppando una marcata ipersalivazione e ottundimento del sensorio. Sono state eseguite delle radiografie toraciche per confermare il corretto posizionamento del sondino nel caso in cui lo spostamento di quest’ultimo stesse contribuendo all'ipersalivazione; i risultati hanno confermato il posizionamento appropriato ed evidenziato la presenza di pneumatosi gastrica. Nonostante la gestione medica intensiva, il paziente è deceduto in seguito ad arresto cardiopolmonare dopo 7 giorni di ricovero. L'esame post mortem ha confermato la presenza di gastrite necrotizzante con enfisema insieme a necrosi della mucosa segmentaria nel digiuno, necrosi pancreatica focale e lipidosi epatica diffusa.

La presenza di gas nella parete gastrica è un reperto raro in medicina veterinaria e può insorgere a causa di pneumatosi gastrica o gastrite enfisematosa; ci sono scarsi dati in letteratura su entrambe queste condizioni patologiche nel gatto. Questo studio riporta un caso di gastrite enfisematosa in un gatto con concomitante pancreatite e lipidosi epatica. Il gatto ha sviluppato gastrite enfisematosa senza subire un intervento chirurgico gastrointestinale che è attualmente l'unico fattore predisponente riportato nel gatto.

Disciplina Gastroenterologia

poliartrite gattoGli autori di questo studio avevano l’obiettivo di descrivere retrospettivamente i reperti clinici dei gatti con poliartrite immuno-mediata non erosiva (IMPA) identificati in sette ospedali di riferimento. I dati sono stati ottenuti dalle cartelle cliniche e sono stati contattati i veterinari curanti per il follow-up

Erano 20 i pazienti che rispettavano i criteri di inclusione: 12 maschi castrati (60%), un maschio intero (5%) e sette femmine sterilizzate (35%). I segni clinici comuni includevano zoppia (n = 20/20) e piressia (n = 10/18). Tre gatti presentavano lassità legamentosa, altri due pazienti l’hanno sviluppata durante il trattamento. A tredici gatti (65%) è stata diagnosticata una IMPA non associativa, mentre in sette (35%) soggetti è stata riscontrata una IMPA associativa. Le comorbidità identificate includevano enteropatia cronica (n = 3/7), virus dell'immunodeficienza felina (n = 1/7), herpesvirus felino (n = 1/7), broncopolmonite (n = 1/7) e discospondilite (n = 1/7). L’esame citologico del liquido delle articolazioni tarsali ha identificato più frequentemente un aumento della proporzione di neutrofili, coerente con IMPA. Diciotto gatti (90%) hanno ricevuto terapia immunosoppressiva. In undici gatti è stata effettuata terapia iniziale con prednisolone; otto soggetti hanno evidenziato una scarsa risposta terapeutica, con conseguente aggiunta di un secondo immunosoppressore, eutanasia o accettazione dei segni persistenti. Un gatto ha ricevuto ciclosporina e, a causa degli effetti avversi, è stata sostituita tale terapia con un altro immunosoppressore. Cinque pazienti sono stati trattati con prednisolone e ciclosporina; tre hanno avuto una scarsa risposta e hanno ricevuto un immunosoppressore alternativo. Un gatto ha ricevuto prednisolone e clorambucile e ha avuto una buona risposta. Due gatti (10%) hanno ricevuto meloxicam e hanno evidenziato una buona risposta, sebbene i segni clinici si siano ripresentati quando la terapia medica è stata ridotta. Complessivamente, un buon controllo dei segni clinici è stato ottenuto in 14/20 gatti (70%) con IMPA. In merito ai pazienti con scarsa risposta terapeutica, 4/6 sono stati sottoposti a eutanasia e 2/6 hanno evidenziato zoppia cronica.

Disciplina Altro

downloadL'obesità, il disturbo nutrizionale spontaneo più comune nei gatti, costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo del diabete mellito ed è stata associata a insulino-resistenza, iperinsulinemia e alterata secrezione degli ormoni derivanti dal tessuto adiposo. L'obiettivo di questo studio era quello di monitorare e descrivere i cambiamenti nei risultati del test di tolleranza al glucosio per via endovenosa (intravenous glucose tolerance testing, IVGTT) e altri parametri metabolici.

Sono stati inclusi nello studio 4 gatti obesi valutati in un periodo di studio di 4 anni. Sono stati valutati IVGTT seriale, indici di sensibilità all'insulina, concentrazioni di adipochine e profili lipidici.

Disciplina Endocrinologia

freestyle libre catIl monitoraggio domiciliare del glucosio ematico mediante un glucometro portatile è importante nella gestione del diabete mellito felino, ma il prelievo di campioni di sangue può essere stressante per i proprietari e i gatti. Un sistema di monitoraggio continuo e veloce del glucosio ematico, come FreeStyle Libre, supera alcuni di questi inconvenienti. Lo scopo degli autori di questo studio era valutare la praticità di utilizzo e l'accuratezza analitica e clinica del FreeStyle Libre in 41 gatti diabetici.

In maniera prospettica, sono state misurate le concentrazioni di glucosio interstiziale con FreeStyle Libre e confrontate con le concentrazioni di glucosio ematico misurate con un glucometro portatile (AlphaTRAK) nei giorni 1, 7/8 e 14 dall'applicazione del dispositivo. Sono stati valutati il ​​comportamento del gatto durante l'applicazione, la posizione, la reazione cutanea nel sito di posizionamento e la soddisfazione del proprietario. La precisione è stata determinata dal rispetto dei criteri ISO 15197:2013, inclusi il diagramma di Bland-Altmane l'analisi della griglia degli errori.

Disciplina Endocrinologia

obese catL'obesità è un disturbo nutrizionale comunemente diagnosticato nei gatti adulti ed è stato associato ad un aumentato rischio di diverse malattie croniche, comprese le malattie respiratorie. L'obiettivo principale di questo studio era quello di definire se esiste una correlazione tra la funzione polmonare misurata mediante pletismografia barometrica e l'obesità nei gatti con broncocostrizione.

Sono stati inclusi nello studio 53 gatti. Tutti gli animali presentavano uno stato di broncocostrizione diagnosticato con un valore di Enhanced Pause (Penh) superiore all'intervallo di riferimento. Sulla base di una scala standardizzata della condizione corporea a 9 punti, 36 gatti erano gatti di peso normale e 17 gatti erano considerati gatti sovrappeso o obesi (BCS ≥ 6).

Disciplina Broncopneumologia
Giovedì, 07 Luglio 2022 14:40

Trattamento con radioiodio nei gatti ipertiroidei

radioiodio treatment catSebbene la terapia con iodio (131I) rappresenti il trattamento di scelta per l'ipertiroidismo felino, i protocolli e i dosaggi comunemente utilizzati di 131I inducono ipotiroidismo iatrogeno ed espongono il paziente felino al rischio di sviluppare azotemia. Recentemente, è stato riportato un nuovo algoritmo per il protocollo terapeutico con 131I, che ha ridotto al minimo il rischio di ipotiroidismo e azotemia, pur mantenendo alti tassi di guarigione. Lo scopo degli autori dello studio era quello di riportare i risultati del trattamento con 131I in una popolazione europea di gatti ipertiroidei utilizzando il suddetto dosaggio di 131I.

In questa case-series, sono stati valutati in maniera prospettica 165 gatti ipertiroidei sottoposti al trattamento con 131I. In tutti i gatti sono state misurate le concentrazioni sieriche di tiroxina (T4), triiodotironina (T3) e l’attività dell’ormone tireostimolante (TSH) (valutazioni fatte senza metimazolo ⩾1 settimana). Il volume tiroideo e l'assorbimento percentuale di 99mTc-pertecnetato (TcTU) sono stati determinati mediante scintigrafia tiroidea. Una dose iniziale di 131I è stata calcolata tenendo conto della media dei punteggi della dose per le concentrazioni di T4/T3, del volume tiroideo e del TcTU. È stato quindi somministrato il 70% di quella dose così composta. Ventiquattro ore dopo, è stata misurata la percentuale di assorbimento di 131I ed, eventualmente, una dose aggiuntiva di 131I veniva somministrata secondo necessità per fornire una quota di radiazioni adeguata al tumore o ai tumori tiroidei. Le concentrazioni sieriche di T4, TSH e creatinina sono state determinate 6-12 mesi dopo.

Disciplina Endocrinologia

cat being examined 1L’obiettivo di questo studio era quello di indagare i motivi per cui i medici veterinari effettuano la misurazione del rapporto proteine/creatinina urinaria (urinary protein/creatinine ratio, UPC) nei gatti, correlandolo con il segnalamento, la proteinuria con dipstick urinario e il peso specifico delle urine (urine specific gravity, USG) e valutandone il ruolo nella diagnosi di malattia renale cronica (CKD) e nel monitoraggio.

Sono stati registrati i dati di gatti portati in visita presso un singolo ospedale veterinario universitario tra il 2016 e il 2018 che avevano almeno una misurazione dell’UPC.

Disciplina Nefrologia-Urologia
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