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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Lunedì, 18 Luglio 2022 13:03

Torsione del lobo epatico del coniglio

torsione lobo coniglioLa torsione del lobo epatico (LLT) nei conigli è poco riconosciuta e può risultare potenzialmente fatale. Gli autori dello studio hanno pertanto analizzato retrospettivamente le caratteristiche cliniche dei conigli con LLT presentati ad un servizio veterinario per animali esotici in Australia.

Sono state revisionate le cartelle cliniche dei casi confermati di conigli con LLT tra il 2016 e il 2021 e registrati dati in merito a: segnalamento, segni clinici, risultati cloinicopatologici, imaging diagnostico, strategie di gestione e outcome.

leish catLe informazioni sul management della leishmaniosi felina (FeL) nella pratica clinica sono limitate. Leishmania infantum è la specie di Leishmania più frequentemente segnalata sia nei cani che nei gatti dei paesi della regione mediterranea, Centro e Sud America e Iran. Questo studio è stato condotto per fornire ai medici veterinari una panoramica aggiornata delle informazioni sulla leishmaniosi nella specie felina basate sull’evidenza.

Gli autori hanno effettuato una revisione della letteratura utilizzando PubMedScience DirectGoogle ScholarWeb of Science. Sono stati valutati case report di FeL causati da L. infantum nel periodo compreso tra il 1912 e il 1° giugno 2021.

cocker ematologicoGli studi attuali sull’utilizzo della splenectomia nel management dei cani con anemia emolitica immuno-mediata (IMHA) e/o trombocitopenia immuno-mediata (ITP) sono tuttora limitati.

Lo scopo degli autori dello studio era quello di riportare retrospettivamente questo tipo di approccio terapeutico nei cani con IMHA o ITP o pazienti con IMHA e grave trombocitopenia concomitante (CIST). È stato ipotizzato che la splenectomia potesse essere utile nel consentire la riduzione o l'interruzione dei farmaci immunosoppressori utilizzati in 1 o più di questi gruppi di malattie.

ciatostomiGli autori dello studio avevano lo scopo di raccogliere informazioni sulle risposte infiammatorie locali e sistemiche e sui componenti associati alle cellule caliciformi mucipare (goblet cell), dopo il trattamento antielmintico con moxidectina e ivermectina, nei cavalli naturalmente infettati da ciatostomi.

Nello studio sono stati inclusi 36 cavalli di età compresa tra 2 e 5 anni; questi, successivamente, sono stati assegnati in modo casuale a tre gruppi. Il gruppo 1 ha ricevuto ivermectina/praziquantel (0,2 mg/kg), il gruppo 2 ha ricevuto moxidectina/praziquantel (0,4 mg/kg) e il gruppo 3 era costituito da pazienti non trattati (gruppo controllo). Campioni bioptici del cieco e del colon dorsale e ventrale sono stati utilizzati per la valutazione istopatologica e conservati per l'isolamento dell'RNA e l'analisi dell'espressione genica. Anche il sangue intero è stato raccolto settimanalmente per l'analisi dell'espressione genica. Il gruppo di controllo presentava un'infiammazione significativamente più elevata associata a score larvali più elevati. I gruppi di trattamento non hanno evidenziato differenze nella conta delle larve e nelle popolazioni di cellule infiammatorie (p>0,05). I conteggi delle larve della mucosa erano correlati positivamente con i punteggi dell'iperplasia delle cellule caliciformi (p = 0,047). Il gruppo trattato con moxidectina aveva un'espressione significativamente più bassa di IFN-γ (p <0,05).

Lunedì, 18 Luglio 2022 12:41

Crisi ipertensive nel cane e nel gatto

gatto pressioneLa crisi ipertensiva è ben riconosciuta in medicina umana; ci sono, invece, poche prove in ambito veterinario. Gli autori di questo studio miravano a riportare la presentazione clinica, il trattamento e l'outcome di cani e gatti con episodi ipertensivi.

Nello studio sono stati inclusi retrospettivamente cani e gatti colpiti da un episodio ipertensivo caratterizzato dai seguenti riscontri clinici: presentazione acuta, pressione arteriosa valutata con Doppler >180 mmHg e danno di organi bersaglio comprese crisi convulsive acute, alterato stato mentale con o senza decubito laterale o cecità. I dati raccolti includevano segnalamento, anamnesi, esame fisico, reperti clinicopatologici, pressione arteriosa, trattamento antipertensivo ed outcome.

beve dogGli studi comparativi sul valore prognostico dell’aumento del rapporto proteine-creatinina urinaria (UPC) nei cani con diverse patologie di base sono rari. Pertanto, tra il 2014 e il 2015, sono stati esaminati retrospettivamente cani con valori di UPC, misurati almeno una volta, pari o superiori a 2. 

I cani sono stati suddivisi in gruppi di malattie di base più comuni, come glomerulopatia primaria, sindrome di Cushing, leishmaniosi e malattie diverse. Sono stati valutati i potenziali fattori prognostici, come i valori di UPC alla diagnosi, la creatinina, il peso specifico delle urine, l’albumina e l’ematocrito. 

ombelico boviniL’obiettivo degli autori dello studio era quello di valutare l'incidenza delle patologie ombelicali e riportare l’outcome degli interventi chirurgici ad essi correlati nei bovini siciliani.

Nello studio sono stati inclusi 320 bovini (214 femmine, 106 maschi) con lesioni ombelicali. Gli animali considerati sono stati: bovini da latte ad alta produttività (Friesian Holstein e Brown Swiss); razze da carne (Charolaise e Limousine) e alcuni incroci. Di tutti i pazienti sono stati raccolti i dati relativi al protocollo anestesiologico, chirurgia e follow-up. È stato altresì valutato il tasso di incidenza delle lesioni.

epidural rabbitGli autori del presente studio miravano a valutare l'effetto antinocicettivo di lidocaina, tramadolo e della combinazione di entrambi, per l'analgesia epidurale lombosacrale nei conigli sottoposti a chirurgia del ginocchio.

Lo studio è stato condotto su 24 conigli bianchi maschi di peso compreso tra 2,8 e 3 kg, suddivisi in 3 gruppi di trattamento. A tutti i pazienti sono stati somministrati, per via intramuscolare (IM): 35 mg/kg di ketamina, 5 mg/kg di xilazina e 0,1 mg/kg di butorfanolo. I conigli del gruppo A hanno ricevuto come analgesia epidurale lidocaina 2% al dosaggio di 4 mg/kg; i pazienti del gruppo B hanno ricevuto come analgesico epidurale tramadolo al 5% alla dose di 4 mg/kg; infine, ai conigli appartenenti al gruppo C è stata somministrata una combinazione di lidocaina (4 mg/kg) e di tramadolo (4 mg/kg). Prima e durante l'intervento chirurgico, sono stati registrati i seguenti parametri, in un intervallo di tempo prestabilito regolare: tempo di insorgenza dell’effetto analgesico (OT), durata della paralisi flaccida (DFP), durata dell'effetto analgesico (DA), insorgenza e durata del blocco sensoriale, insorgenza e durata del blocco motorio, frequenza cardiaca (FC), frequenza respiratoria (RR) e temperatura rettale (RT).

artroscopia cavalloGli obiettivi degli autori dello studio erano quelli di confrontare gli effetti dell'idromorfone e del butorfanolo nei cavalli sottoposti ad artroscopia e descrivere la farmacocinetica dell'idromorfone nei suddetti pazienti.

Nello studio sono stati inclusi in maniera randomizzata 40 cavalli che hanno subito un’artroscopia elettiva. I cavalli sono stati assegnati in modo casuale a ricevere idromorfone (0,04 mg kg-1; gruppo TxH; n = 19) o butorfanolo (0,02 mg kg-1; gruppo TxB; n = 21) per via endovenosa prima dell'intervento chirurgico come parte di un protocollo anestesiologico standardizzato. Il dolore è stato valutato da due osservatori in cieco, utilizzando la scala Equine Utrecht University per la valutazione del dolore facciale (EQUUS-FAP) e una scala composita del dolore (CPS) prima dell'intervento chirurgico (baseline), 2 ore (P2) e 4 ore (P4) dopo la fine dall'anestesia. I campioni ematici sono stati prelevati in vari momenti per la determinazione della concentrazione plasmatica di idromorfone mediante spettrometria di massa tandem abbinata alla cromatografia liquida.

poliartrite gattoGli autori di questo studio avevano l’obiettivo di descrivere retrospettivamente i reperti clinici dei gatti con poliartrite immuno-mediata non erosiva (IMPA) identificati in sette ospedali di riferimento. I dati sono stati ottenuti dalle cartelle cliniche e sono stati contattati i veterinari curanti per il follow-up

Erano 20 i pazienti che rispettavano i criteri di inclusione: 12 maschi castrati (60%), un maschio intero (5%) e sette femmine sterilizzate (35%). I segni clinici comuni includevano zoppia (n = 20/20) e piressia (n = 10/18). Tre gatti presentavano lassità legamentosa, altri due pazienti l’hanno sviluppata durante il trattamento. A tredici gatti (65%) è stata diagnosticata una IMPA non associativa, mentre in sette (35%) soggetti è stata riscontrata una IMPA associativa. Le comorbidità identificate includevano enteropatia cronica (n = 3/7), virus dell'immunodeficienza felina (n = 1/7), herpesvirus felino (n = 1/7), broncopolmonite (n = 1/7) e discospondilite (n = 1/7). L’esame citologico del liquido delle articolazioni tarsali ha identificato più frequentemente un aumento della proporzione di neutrofili, coerente con IMPA. Diciotto gatti (90%) hanno ricevuto terapia immunosoppressiva. In undici gatti è stata effettuata terapia iniziale con prednisolone; otto soggetti hanno evidenziato una scarsa risposta terapeutica, con conseguente aggiunta di un secondo immunosoppressore, eutanasia o accettazione dei segni persistenti. Un gatto ha ricevuto ciclosporina e, a causa degli effetti avversi, è stata sostituita tale terapia con un altro immunosoppressore. Cinque pazienti sono stati trattati con prednisolone e ciclosporina; tre hanno avuto una scarsa risposta e hanno ricevuto un immunosoppressore alternativo. Un gatto ha ricevuto prednisolone e clorambucile e ha avuto una buona risposta. Due gatti (10%) hanno ricevuto meloxicam e hanno evidenziato una buona risposta, sebbene i segni clinici si siano ripresentati quando la terapia medica è stata ridotta. Complessivamente, un buon controllo dei segni clinici è stato ottenuto in 14/20 gatti (70%) con IMPA. In merito ai pazienti con scarsa risposta terapeutica, 4/6 sono stati sottoposti a eutanasia e 2/6 hanno evidenziato zoppia cronica.

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