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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

chronic epatiteNei pazienti umani, l'epatopatia cronica può causare alterazioni nel metabolismo degli aminoacidi (AA), con una diminuzione degli AA a catena ramificata (BCAA) e un aumento degli AA aromatici (AAA). È stato riscontrato che un rapporto di Fischer ridotto (BCAA/AAA) si associa alla fibrosi epatica ed è utile per valutare la prognosi nei pazienti umani. In medicina veterinaria sono stati condotti pochi studi e, contrariamente alle persone, i cani con diversi tipi di epatopatia tendono a mostrare sia un aumento degli AAA che dei BCAA. Nei cani, l'associazione tra punteggi istologici e AA sierici non è stata precedentemente studiata. Lo scopo degli autori di questo studio era di valutare gli AA sierici nei cani con epatite cronica (CH) rispetto ai pazienti sani di un gruppo di controllo (C); inoltre, nei cani con CH, è stata valutata la relazione tra i livelli di AA sierici, la fibrosi istologica e gli score di attività necro-infiammatoria. 

Per le analisi sono stati utilizzati campioni di siero stoccati di 16 cani con CH, diagnosticata istologicamente, e di 25 cani sani. Gli AA sierici sono stati misurati mediante cromatografia liquida ad alte prestazioni. La prolina e gli AAA fenilalanina e tirosina aumentavano progressivamente ed in maniera proporzionale alla gravità istologica del campione. Al contrario, la cisteina, il triptofano e l'isoleucina BCAA si riducevano progressivamente. La lisina e i BCAA leucina e valina hanno mostrato un andamento non lineare con i reperti istologici.

obesity pugNelle persone, gli effetti cardiovascolari legati all’obesità portsano a: ipertensione sistemica, rimodellamento cardiaco e disfunzione sia sistolica che diastolica; la riduzione di peso, invece, può invertire il rimodellamento miocardico e ridurre il rischio di successive malattie cardiovascolari. Ad oggi, gli studi condotti sugli effetti dell'obesità e della riduzione controllata del peso sulla morfologia e sulla funzione cardiovascolare nei cani hanno riportato risultati contrastanti. Gli autori di questo studio prospettico miravano a valutare nei soggetti canini obesi: la funzione cardiaca, la variabilità della frequenza cardiaca, i biomarker cardiaci e la condizione corporea, prima e dopo la riduzione di peso. 

Sono stati reclutati ventiquattro cani obesi, portati a visita per la gestione del peso. Per valutare gli effetti dell'obesità sul cuore, sono state eseguite, prima del management legato alla riduzione del peso, l'analisi della condizione corporea (mediante assorbimetria a raggi X a doppia energia, DEXA) e la valutazione cardiovascolare (ecocardiografia, pressione sanguigna mediante Doppler, elettrocardiografia, biomarkercardiaci). Dodici cani hanno completato lo studio e hanno raggiunto il peso target, ricevendo un'ulteriore valutazione cardiovascolare e l’analisi DEXA. 

osteoartrite dogGli autori di questo studio clinico prospettico, multicentrico, in cieco, randomizzato, avevano l’obiettivo di confermare l'efficacia e la sicurezza di enflicoxib nel trattamento del dolore e dell'infiammazione associati all'osteoartrite canina. 

Complessivamente, centottanta cani sono stati randomizzati nelle seguenti categorie di trattaemnto: enflicoxib (n = 78), mavacoxib (n = 80) o placebo (n = 22). I pazienti sono stati sottoposti a valutazioni veterinarie dal giorno 0 al giorno 42, utilizzando uno score clinico (CSS). L'efficacia è stata valutata anche dai proprietari utilizzando il Canine Brief Pain Inventory (CBPI). L'endpoint primario di efficacia era il CSS complessivo dal giorno 0 al giorno 42.

Mercoledì, 28 Settembre 2022 11:54

Prevalenza dell'anaplasmosi nella specie bovina

anaplasma cattleGli autori dello studio hanno voluto stimare la prevalenza di Anaplasma marginale, l'agente eziologico dell'anaplasmosi bovina, negli allevamenti di carne bovina dell'Ohio. Obiettivi secondari erano: valutare l'identità dell'allevamento e l'età degli animali come fattori di rischio; esaminare la cross-reattività sierologica con Anaplasma phagocytophilum, un patogeno emergente. 

Sono state valutate le mandrie che evidenziavano una storia di anaplasmosi clinica nello stato dell’Ohio (USA). I campioni di sangue sono stati sottoposti a screening per gli anticorpi contro Anaplasma spp, utilizzando una prova di immunoassorbimento enzimatico competitivo (cELISA) con campioni sieropositivi testati per A. marginale mediante PCR real-time. In caso di risultato negativo, i campioni venivano testati anche per A. phagocytophilum

acidi biliari esoticiLa sintesi degli acidi biliari avviene negli epatociti durante la degradazione del colesterolo. Pertanto, questo analita dovrebbe essere un indicatore sensibile di disfunzione epatocellulare o alterazioni della circolazione portale. Gli acidi biliari possono essere quantificati tramite una reazione enzimatica nelle varie specie.

L'evidenza dell'utilità clinica degli acidi biliari per la diagnosi di malattie del fegato è più forte negli uccelli e nei furetti, mentre vi sono studi e risultati equivoci nei roditori, conigli e rettili. Le attuali limitazioni all'interpretazione degli acidi biliari nelle specie animali esotiche includono una scarsità di intervalli di riferimento specie-specifici e una comprensione incompleta del metabolismo degli acidi biliari nelle specie non mammiferi, oltre che la diversità degli acidi biliari sintetizzati rispetto ai vertebrati.

cavallo neuromuscolariLe varianti genetiche dannose rappresentano un'importante causa di malattia del muscolo scheletrico. La valutazione immunoistochimica delle biopsie muscolari è il metodo standard per la diagnosi delle malattie muscolari. Nei cavalli con malattia muscolare, risulta ad oggi sconosciuta, la prevalenza di alleli che causano paralisi periodica iperkaliemica (HYPP), ipertermia maligna (MH), miopatia da accumulo di polisaccaridi di tipo 1 (PSSM1), deficit dell'enzima responsabile della ramificazione del glicogeno (GBED), miotonia congenita (MC) e miopatia da catena pesante della miosina (MYHM). 

Gli autori di questo studio hanno esaminato in cieco i preparati elaborati per l'analisi immunoistochimica di 296 cavalli con malattia muscolare; dal database sono state ottenute anche informazioni cliniche. Il DNA isolato dai campioni muscolari stoccati di questi cavalli è stato genotipizzato per le varianti della malattia. 

papillomavirus equiLe infezioni da papillomavirus (PV) possono essere correlate a lesioni ano-genitali e allo sviluppo del cancro nelle persone e in molte altre specie animali. Ad oggi, sono stati riportati 11 diversi PV nei cavalli. Tra questi, un PV recentemente descritto, chiamato Equus caballus Papillomavirus Type9 (EcPV9), è stato isolato nel seme di uno stallone con lesioni peniene in Australia. Gli autori di questo studio riportano per la prima volta la presenza di EcPV9 in cavalli italiani asintomatici. 

Da luglio 2020 a gennaio 2022 sono stati raccolti campioni di brush genitali da 209 cavalli senza segni evidenti di cancro e senza lesioni associate a PV, esaminati clinicamente presso l'Ospedale Universitario Didattico Veterinario (OVUD) di Perugia e presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Veterinaria (OVU) di Torino. Dai brush sono state effettuate delle PCR real-time mirate alla regione EcPV9-L1. La prima amplificazione mirava a una regione di ~ 116 bp, seguita dall'amplificazione e dal sequenziamento di ~ 533 bp dei campioni positivi. 

leish felineI cani sono il principale serbatoio di Leishmania infantum e mettono in evidenza differenti pattern immunologici correlati alla progressione dell'infezione nelle varie fasi della malattia. I dati sulla risposta immunitaria adattativa di L. infantum felino sono scarsi. Gli autori di questo studio, pertanto, miravano a confrontare la prevalenza e la risposta immunologica di cani e gatti con leishmaniosi canina appartenenti alla stessa area endemica. 

Sono stati arruolati per lo studio gatti randagi (109) e cani rescue (59) provenienti da Córdoba (Spagna). I dati sulla loro esposizione a L. infantum sono stati analizzati rilevando il DNA del parassita, mediante misurazioni dell'interferone-γ specifico della Leishmania (test da sangue intero in 57 gatti e 29 cani) e del titolo anticorpale (ELISA ed immunofluorescenza indiretta). Secondo i test sierologici e PCR, è stata riscontrata una prevalenza complessiva di L. infantum del 30,5% nei cani e del 30% nei gatti. La prevalenza è stata del 44,8% nei cani e del 35,1% nei gatti testati anche per la produzione di interferone-γ. I cani hanno mostrato più alti livelli anticorpali anti-L rispetto ai gatti. Più di un terzo dei gatti ha avuto contatti o è stato infettato da L. infantum; per tale motivo è plausibile che i pazienti felini possano aver contribuito all'endemicità della leishmaniosi nella regione studiata. 

linfoma nasale gattoIl linfoma risulta essere il tumore più comune della cavità nasale nei pazienti felini. Le modalità di trattamento comunemente utilizzate sono la radioterapia e la chemioterapia, o entrambe. I tipici protocolli chemioterapici utilizzati nei gatti con linfoma nasale comprendono: il COP (ciclofosfamide, vincristina prednisolone) e il CHOP (ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisolone). Finora, l'utilizzo di clorambucile in monoterapia nel linfoma nasale è stato valutato in un singolo caso clinico.

Gli autori riportano, nello studio in oggetto, una case-series di tre gatti con linfoma nasale a cellule B; in particolare, due pazienti evidenziavano un linfoma B con predominanza di medi linfociti e un gatto mostrava un linfoma B a grandi cellule. Tutti i casi erano caratterizzati da un basso indice mitotico (MI), inferiore a 5 figure mitotiche per campo 400x e hanno ricevuto chemioterapia con clorambucile e prednisolone.

enteropatia catPochi studi hanno valutato le proteine totali (TP) ed il profilo elettroforetico delle proteine ​​sieriche (SPE) in gatti con enteropatia cronica (CE). In questo studio, gatti con diagnosi di CE sono stati presi in considerazione dagli autori per studiare le relazioni tra TP, SPE ed endoscopia, istopatologia e coinvolgimento extraintestinale. 

Sono quindi state revisionate le cartelle cliniche dei gatti con una storia di sintomi gastrointestinali cronici e una diagnosi finale di CE. Di tali pazienti, sono state raccolte informazioni riguardanti: segnalamento, TP, SPE, punteggio endoscopico, diagnosi e score istopatologico ed alterazioni ecografiche epatiche o pancreatiche concomitanti. Sono state studiate le relazioni tra profili proteici e altre variabili. 

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