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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Mercoledì, 14 Settembre 2022 16:20

Traumi maxillo-facciali legati all'equitazione

sodashi jra.jpeg 760x480 q85 crop subsampling 2 upscaleSono pochi gli studi pubblicati che hanno approfondito le lesioni maxillo-facciali legate all'equitazione. Gli autori dello studio in oggetto hanno eseguito una revisione retrospettiva per indagare i traumi maxillo-facciali legati all'equitazione presso il Royal Stoke Hospital tra il 2010 e il 2020.

Il database analizzato ha individuato 51 persone con lesioni maxillo-facciali; quarantuno di questi erano donne, i restanti 10 erano uomini. Il 43% dei pazienti era di sesso femminile e aveva un'età inferiore a 30 anni. I calci subiti dai cavalli rappresentavano il 64,4% delle lesioni maxillo-facciali. Sono stati registrati un totale di 90 traumi. Le lesioni dei tessuti duri rappresentavano il 66,3% delle lesioni subite. Il 70,5% dei pazienti ha subito un trauma maxillofacciale singolo ed isolato. E' stata evidenziata un'associazione significativa tra i pazienti che hanno subito un trauma maxillofacciale non isolato e lesioni maxillofacciali dei tessuti duri (p = 0,04). Il 65,6% delle lesioni è stato gestito con procedure chirurgiche. I pazienti di età pari o inferiore a 30 anni avevano maggiori probabilità di essere gestiti chirurgicamente (p = 0,03).

analgesia boviniIl ketoprofene è registrato in molti paesi per la somministrazione iniettabile nei bovini. Poiché è solubile in un'ampia gamma di eccipienti, è stato perseguito lo sviluppo di una nuova formulazione transdermica (TD) di ketoprofene per fornire una via di somministrazione comoda e indolore nei pazienti di questa specie.

Centosei combinazioni di eccipienti sono state selezionate utilizzando tecniche in vitro (celle a diffusione di Franz), con una formulazione di ketoprofene al 20%(p/v) disciolta in una combinazione di etanolo al 45%:45%(v/v) e isopropilmiristato (IPM), e 10%(v/v) di olio di eucalipto, ottenendo la massima penetrazione del ketoprofene attraverso la pelle bovina. È stato quindi condotto uno studio di biodisponibilità utilizzando un design cross-over randomizzato (n = 12), comprendente formulazioni di ketoprofene IV, IM (entrambe 3 mg/kg) e TD (10 mg/kg), con un periodo di washout di una settimana tra le somministrazioni.

Mercoledì, 14 Settembre 2022 15:30

Epatopatia nell'infezione da hepadnavirus del gatto

hepadnovirusAd oggi, resta da determinare in ambito scientifico se l'infezione da hepadnavirus del gatto domestico (DCH) sia associ ad una malattia clinica. L’obiettivo degli autori dello studio, pertanto, era quello di determinare la relazione tra la presenza di DCH, parametri ematologici, biochimici e l'istologia epatica, dei gatti DCH-positivi.

Si tratta di uno studio retrospettivo trasversale; sono stati presi in considerazione milleventidue gatti thailandesi senza malattie concomitanti e non sottoposti a terapie che impattavano negativamente sul fegato. Sono stati esclusi i campioni derivati ​​da gatti con coinfezioni. Il rilevamento di DCH è stato determinato nel sangue e nel fegato fresco congelato mediante reazione a catena della polimerasi quantitativa (qPCR), e ulteriormente studiato in sezioni di fegato che mostravano alterazioni parenchimali istologiche (HPD) e fegato normale (HNL) utilizzando l'ibridazione in situ (ISH). Le attività proliferative/apoptotiche sono state determinate mediante immunoistochimica e pannelli ISH. Sono stati studiati i parametri biochimici e i fattori di rischio per l'infezione da DCH.

cutanea biopsiaLa gestione antimicrobica sta diventando ogni giorno più importante con l'aumento dell’antibiotico resistenza e le limitazioni nell’utilizzo di alcuni antibiotici. L’antibioticoterapia a scopo profilattico non è necessaria in tutte le procedure, come è stato dimostrato in precedenti studi che riguardavano vari interventi chirurgici umani e veterinari. 

Gli autori del presente studio hanno revisionato retrospettivamente le cartelle cliniche dei pazienti che sono stati sottoposti ad una biopsia cutanea tra il 2013 e il 2018; dal database sono stati registrati i dati che includevano: specie, segnalamento, malattie concomitanti, farmaci somministrati, localizzazione della biopsia, diagnosi istopatologica e infezioni batteriche nel postoperatorio. 

plasma catLe indicazioni più comuni per la trasfusione di plasma sono rappresentate dalle alterazioni emostatiche, ma le attività dei fattori di coagulazione del plasma felino stoccato sono sconosciute. Gli autori dello studio hanno pertanto voluto studiare la concentrazione e la stabilità dei fattori della coagulazione I (fibrinogeno), II, V, VII, VIII, IX, X, XI e XII nel plasma fresco congelato felino (fFFP) conservato per 1 anno.

Cinquantacinque unità di fFFP sono state prodotte da 55 donazioni di sangue intero fresco, ottenute da gatti sani, donatori di sangue con stile di vita indoor. Ventuno unità sono state conservate per <2 settimane (T0) e 34 sono state conservate per 1 anno (T1). Dopo i due periodi di conservazione considerati, sono state misurate le attività specifiche dei fattori II, V, VII, VIII, IX, X, XI e XII, attraverso l’analisi one-stage modificata del tempo di tromboplastina parziale attivato o del tempo di protrombina. Il fibrinogeno è stato determinato utilizzando il metodo di Clauss.

Mercoledì, 14 Settembre 2022 14:55

Management della giardiasi canina

giardiasi caneGiardia spp. è un protozoo flagellato in grado di causare diarrea nei mammiferi. Alcune specie di Giardia sono potenzialmente zoonotiche. Nell'ambito di uno studio sulla salute pubblica, un'indagine web basata su questionari circa il potenziale zoonotico della giardiasi canina 

è stata distribuita a veterinari statunitensi di animali di piccola taglia. I questionari valutavano: la prevalenza, le metodiche diagnostiche e di trattamento preferite, le misure di controllo raccomandate e le informazioni comunicate.

Mercoledì, 14 Settembre 2022 14:45

Caratteristiche TC dei mastocitomi del cane

TC MCTLa rimozione chirurgica è il trattamento di scelta per i mastocitomi (MCT) sottocutanei (SC), intermuscolari (InterM) e intramuscolari (IntraM). I test di diagnostica per immagini avanzata (TC o MRI) sono spesso utilizzati per la stadiazione prechirurgica, ma i MCT InterM e IntraM possono essere difficili da identificare e delineare attravreso la TC. Gli obiettivi degli autori di questo studio retrospettivo erano descrivere le caratteristiche dei reperti TC dei MCT SC, InterM e IntraM  e valutare la limitazione della TC nell’identificare l'intera estensione locale del MCT. 

Lo studio ha riguardato cani con un MCT diagnosticato citologicamente o istologicamente, classificato come MCT SC, InterM o IntraM sulla base dell'istologia e/o di una TC eseguita nel contesto della malattia macroscopica. Due radiologi veterinari certificati hanno esaminato le immagini TC e sono stati registrati dati inerenti alla localizzazione, aree di presa di contrasto e la delineazione tra il tessuto normale e quello anormale. La sensibilità e la specificità della TC per determinare la posizione (SC/InterM vs IntraM) erano rispettivamente dell'85,71% e del 55,56%. Vi era una bassa concordanza tra i valutatori per la delineazione (kappa: 0,150 (da -0,070 a 0,370), e la misurazione aveva una correlazione bassa/moderata (rho: da 0,4667 a 0,5792). Dopo la revisione da parte di un oncologo chirurgico, i risultati della TC sono stati ritenuti insufficienti per la pianificazione chirurgica in 13 su 16 casi, a causa della definizione inadeguata della profondità del tumore, del confine dei piani fasciali o dei margini dei MCT.

Mercoledì, 14 Settembre 2022 14:39

Anestesia dei cani con sepsi e piometra

piometra dogL’obiettivo degli autori di questo studio randomizzato era confrontare le infusioni continue, a rate costante, di dexmedetomidina e fentanil nei cani settici con piometra; per il confronto, sono state utilizzate le variabili: microcircolatorie, emodinamiche e metaboliche. 

I pazienti inclusi nello studio erano 33 cani con piometra con due o più parametri indicativi di una sindrome da risposta infiammatoria sistemica, sottoposti a ovarioisterectomia. I cani sono stati randomizzati in due gruppi: gruppo DG, dexmedetomidina (3 μg kg-1 ora-1; 17 cani) e gruppo FG, fentanil (5 μg kg-1 ora-1; 16 cani); entrambi i farmaci venivano somministrati congiuntamente a isoflurano e ventilazione meccanica. L'indice di flusso di microvascolare (MFI), la densità totale dei vasi e lo score De Backer sono stati valutati utilizzando l'imaging spettrale di polarizzazione ortogonale nel sito sublinguale. La frequenza cardiaca, la pressione sanguigna invasiva, la temperatura, l'emogasanalisi arterioso e la concentrazione di lattato ematico sono state ottenute in vari momenti. I parametri sono stati registrati al basale (BL), immediatamente prima (T0), 30 (T30) e 60 (T60) minuti dopo l'infusione, e 60 minuti dopo l'intervento chirurgico.

Martedì, 30 Agosto 2022 16:57

Diagnosi di chetosi nelle vacche da latte

ketosis catLa chetosi nei bovini da latte viene diagnosticata principalmente in base alle concentrazioni di corpi chetonici nel sangue, nel latte o nelle urine. Sono disponibili test Cow-side che utilizzano queste matrici per il rilevamento rapido di concentrazioni elevate di corpi chetonici. Sebbene questi test siano stati ampiamente convalidati, le prestazioni dei diversi test non sono state confrontate nel tempo. Lo scopo degli autori era indagare la relazione tra test diagnostici point-of-care che misurano le concentrazioni di β-idrossibutirrato (BHB) nel sangue (BT; Precision Xtra, Abbott Laboratories), BHB nel latte (MT; Keto-Test, Elanco), e acetoacetato (AcAc) nelle urine (UT; Ketostix, Bayer Corporation), in pazienti con evidenza di chetosi.

Le vacche Holstein (n = 148) sono state sottoposte a screening giornalmente per l'iperchetonemia (HYK; sangue BHB ≥1,2 mmol/L) da 3 a 16 giorni nel latte (DIM); inoltre, campioni di latte e urina sono stati raccolti contemporaneamente e testati per i chetoni (soglie di chetosi: 100 µmol/L di BHB di latte e 5 mg/dL di AcAc di urina). Degli animali sottoposti a screening (n = 148), il 74% evidenziava una HYK. Alla diagnosi di HYK, le vacche sono state trattate con glicole propilenico per via orale, una volta al giorno per 5 giorni. Dopo la diagnosi (d = 0), le vacche con iperchetonemia sono state rianalizzate con BT, MT e UT per 3 giorni (d 1, 2 e 3). Sono state quindi valutate le prestazioni del test diagnostico e il tempo della chetosi (analisi di sopravvivenza e modelli di rischio proporzionale di Cox) di MT e UT, rispetto a BT. Considerando tutti i campioni accoppiati (prima e dopo la diagnosi di HYK), MT aveva una sensibilità del 61% e una specificità del 91%, mentre l'UT aveva una sensibilità del 77% e una specificità del 94%, rispetto a BT. La specificità di MT e UT è aumentata da d 0 a d 1, è diminuita al d 2 e aumentata al d 3. Il tempo mediano alla diagnosi di chetosi nel sangue è stato di 5 DIM (IC 95% da 5 a 7 DIM); inoltre, MT e UT hanno avuto un tempo mediano maggiore di 2 giorni per la diagnosi di chetosi rispetto al BT [7 DIM (da 6 a 11 giorni); e 7 DIM (da 6 a 13 d), rispettivamente]. 

sterilizzazione ratteLa castrazione/sterilizzazione nei piccoli mammiferi rappresenta un intervento chirurgico di routine in molte cliniche di animali da compagnia esotici. In letteratura sono state descritte due tecniche: l'approccio laterale attraverso il fianco (FA) e l'approccio della linea mediana ventrale (VMA). Gli approcci FA e VMA sono utilizzati rispettivamente per l'ovariectomia (con o senza isterectomia parziale) e l'ovarioisterectomia. L'obiettivo di questo studio è confrontare le percentuali di complicanze tra questi due approcci e identificare fattori predittivi di eventi avversi nel periodo post-operatorio.

È stata quindi eseguita un’indagine retrospettiva per confrontare i tassi di complicanze postoperatorie e la potenziale influenza delle variabili correlate al paziente per i due suddetti approcci chirurgici di sterilizzazione nelle ratte. Un totale di 457 ratte è stato incluse nello studio. L'intervento di sterilizzazione è stato eseguito tramite FA in 396 ratti e tramite VMA in 61 ratte. Le cartelle cliniche sono state revisionate per la ricerca di eventuali complicanze legate all'età del paziente, al peso e all'esperienza del chirurgo. Le complicanze riportate sono state raggruppate in categorie: correlate alla tipologia di incisione, mortalità entro 48 ore dall'intervento e reperti patologici postoperatori. Per verificare la normalità delle variabili continue, è stato utilizzato il test di Shapiro-Wilk. È stata quindi eseguita una regressione logistica binaria per identificare i fattori predittivi di eventi avversi.

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