Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 7842 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

epidural rabbitGli autori del presente studio miravano a valutare l'effetto antinocicettivo di lidocaina, tramadolo e della combinazione di entrambi, per l'analgesia epidurale lombosacrale nei conigli sottoposti a chirurgia del ginocchio.

Lo studio è stato condotto su 24 conigli bianchi maschi di peso compreso tra 2,8 e 3 kg, suddivisi in 3 gruppi di trattamento. A tutti i pazienti sono stati somministrati, per via intramuscolare (IM): 35 mg/kg di ketamina, 5 mg/kg di xilazina e 0,1 mg/kg di butorfanolo. I conigli del gruppo A hanno ricevuto come analgesia epidurale lidocaina 2% al dosaggio di 4 mg/kg; i pazienti del gruppo B hanno ricevuto come analgesico epidurale tramadolo al 5% alla dose di 4 mg/kg; infine, ai conigli appartenenti al gruppo C è stata somministrata una combinazione di lidocaina (4 mg/kg) e di tramadolo (4 mg/kg). Prima e durante l'intervento chirurgico, sono stati registrati i seguenti parametri, in un intervallo di tempo prestabilito regolare: tempo di insorgenza dell’effetto analgesico (OT), durata della paralisi flaccida (DFP), durata dell'effetto analgesico (DA), insorgenza e durata del blocco sensoriale, insorgenza e durata del blocco motorio, frequenza cardiaca (FC), frequenza respiratoria (RR) e temperatura rettale (RT).

artroscopia cavalloGli obiettivi degli autori dello studio erano quelli di confrontare gli effetti dell'idromorfone e del butorfanolo nei cavalli sottoposti ad artroscopia e descrivere la farmacocinetica dell'idromorfone nei suddetti pazienti.

Nello studio sono stati inclusi in maniera randomizzata 40 cavalli che hanno subito un’artroscopia elettiva. I cavalli sono stati assegnati in modo casuale a ricevere idromorfone (0,04 mg kg-1; gruppo TxH; n = 19) o butorfanolo (0,02 mg kg-1; gruppo TxB; n = 21) per via endovenosa prima dell'intervento chirurgico come parte di un protocollo anestesiologico standardizzato. Il dolore è stato valutato da due osservatori in cieco, utilizzando la scala Equine Utrecht University per la valutazione del dolore facciale (EQUUS-FAP) e una scala composita del dolore (CPS) prima dell'intervento chirurgico (baseline), 2 ore (P2) e 4 ore (P4) dopo la fine dall'anestesia. I campioni ematici sono stati prelevati in vari momenti per la determinazione della concentrazione plasmatica di idromorfone mediante spettrometria di massa tandem abbinata alla cromatografia liquida.

poliartrite gattoGli autori di questo studio avevano l’obiettivo di descrivere retrospettivamente i reperti clinici dei gatti con poliartrite immuno-mediata non erosiva (IMPA) identificati in sette ospedali di riferimento. I dati sono stati ottenuti dalle cartelle cliniche e sono stati contattati i veterinari curanti per il follow-up

Erano 20 i pazienti che rispettavano i criteri di inclusione: 12 maschi castrati (60%), un maschio intero (5%) e sette femmine sterilizzate (35%). I segni clinici comuni includevano zoppia (n = 20/20) e piressia (n = 10/18). Tre gatti presentavano lassità legamentosa, altri due pazienti l’hanno sviluppata durante il trattamento. A tredici gatti (65%) è stata diagnosticata una IMPA non associativa, mentre in sette (35%) soggetti è stata riscontrata una IMPA associativa. Le comorbidità identificate includevano enteropatia cronica (n = 3/7), virus dell'immunodeficienza felina (n = 1/7), herpesvirus felino (n = 1/7), broncopolmonite (n = 1/7) e discospondilite (n = 1/7). L’esame citologico del liquido delle articolazioni tarsali ha identificato più frequentemente un aumento della proporzione di neutrofili, coerente con IMPA. Diciotto gatti (90%) hanno ricevuto terapia immunosoppressiva. In undici gatti è stata effettuata terapia iniziale con prednisolone; otto soggetti hanno evidenziato una scarsa risposta terapeutica, con conseguente aggiunta di un secondo immunosoppressore, eutanasia o accettazione dei segni persistenti. Un gatto ha ricevuto ciclosporina e, a causa degli effetti avversi, è stata sostituita tale terapia con un altro immunosoppressore. Cinque pazienti sono stati trattati con prednisolone e ciclosporina; tre hanno avuto una scarsa risposta e hanno ricevuto un immunosoppressore alternativo. Un gatto ha ricevuto prednisolone e clorambucile e ha avuto una buona risposta. Due gatti (10%) hanno ricevuto meloxicam e hanno evidenziato una buona risposta, sebbene i segni clinici si siano ripresentati quando la terapia medica è stata ridotta. Complessivamente, un buon controllo dei segni clinici è stato ottenuto in 14/20 gatti (70%) con IMPA. In merito ai pazienti con scarsa risposta terapeutica, 4/6 sono stati sottoposti a eutanasia e 2/6 hanno evidenziato zoppia cronica.

freestyle libre catIl monitoraggio domiciliare del glucosio ematico mediante un glucometro portatile è importante nella gestione del diabete mellito felino, ma il prelievo di campioni di sangue può essere stressante per i proprietari e i gatti. Un sistema di monitoraggio continuo e veloce del glucosio ematico, come FreeStyle Libre, supera alcuni di questi inconvenienti. Lo scopo degli autori di questo studio era valutare la praticità di utilizzo e l'accuratezza analitica e clinica del FreeStyle Libre in 41 gatti diabetici.

In maniera prospettica, sono state misurate le concentrazioni di glucosio interstiziale con FreeStyle Libre e confrontate con le concentrazioni di glucosio ematico misurate con un glucometro portatile (AlphaTRAK) nei giorni 1, 7/8 e 14 dall'applicazione del dispositivo. Sono stati valutati il ​​comportamento del gatto durante l'applicazione, la posizione, la reazione cutanea nel sito di posizionamento e la soddisfazione del proprietario. La precisione è stata determinata dal rispetto dei criteri ISO 15197:2013, inclusi il diagramma di Bland-Altmane l'analisi della griglia degli errori.

peritoGli autori di questa serie di casi retrospettivi avevano lo scopo di riportare i reperti di imaging riguardanti sette cani e due gatti con una diagnosi presunta di peritonite incapsulante sclerosante (SEP). 

Il versamento peritoneale era presente in tutti i pazienti. Dal punto di vista ecografico, il liquido ecogeno con o senza setti intraperitoneali ecogeni, anse intestinali corrugate e linfoadenomegalia addominale suggerivano un processo infiammatorio e la presenza di aderenze. Radiograficamente, i principali riscontri erano rappresentati da raccolte intestinali, distensione addominale e/o segni di ostruzione intestinale. La formazione di grasso addominale era evidente negli animali sottoposti a un esame TC. Pregressi interventi chirurgici, gravidanze e presenza di un corpo estraneo perforante erano potenziali cause predisponenti in 4/9 animali. La peritonite risultava settica in 4/9 animali. 

linfadenectomia dogSolitamente, la prognosi per i cani con mastocitomi cutanei di stadio II e di alto grado (secondo Kiupel) viene considerata sfavorevole. Lo scopo degli autori di questo studio era esplorare l'impatto della linfoadenectomia sull'outcome nei cani con mastocitomi cutanei di alto grado secondo Kiupel e metastasi linfonodali regionali conclamate.

Sono stati revisionati i dati relativi ai cani con mastocitomi cutanei di alto grado (Kiupel) con metastasi linfonodali regionali conclamate e sottoposti a escissione dei tumori primari e trattamento medico adiuvante. I cani con una diagnosi citologica di metastasi linfonodali regionali, che nono sono stati sottoposti a linfoadenectomia, sono stati confrontati con cani sottoposti a linfoadenectomia e con diagnosi istologica di metastasi linfonodali.

radioiodio treatment catSebbene la terapia con iodio (131I) rappresenti il trattamento di scelta per l'ipertiroidismo felino, i protocolli e i dosaggi comunemente utilizzati di 131I inducono ipotiroidismo iatrogeno ed espongono il paziente felino al rischio di sviluppare azotemia. Recentemente, è stato riportato un nuovo algoritmo per il protocollo terapeutico con 131I, che ha ridotto al minimo il rischio di ipotiroidismo e azotemia, pur mantenendo alti tassi di guarigione. Lo scopo degli autori dello studio era quello di riportare i risultati del trattamento con 131I in una popolazione europea di gatti ipertiroidei utilizzando il suddetto dosaggio di 131I.

In questa case-series, sono stati valutati in maniera prospettica 165 gatti ipertiroidei sottoposti al trattamento con 131I. In tutti i gatti sono state misurate le concentrazioni sieriche di tiroxina (T4), triiodotironina (T3) e l’attività dell’ormone tireostimolante (TSH) (valutazioni fatte senza metimazolo ⩾1 settimana). Il volume tiroideo e l'assorbimento percentuale di 99mTc-pertecnetato (TcTU) sono stati determinati mediante scintigrafia tiroidea. Una dose iniziale di 131I è stata calcolata tenendo conto della media dei punteggi della dose per le concentrazioni di T4/T3, del volume tiroideo e del TcTU. È stato quindi somministrato il 70% di quella dose così composta. Ventiquattro ore dopo, è stata misurata la percentuale di assorbimento di 131I ed, eventualmente, una dose aggiuntiva di 131I veniva somministrata secondo necessità per fornire una quota di radiazioni adeguata al tumore o ai tumori tiroidei. Le concentrazioni sieriche di T4, TSH e creatinina sono state determinate 6-12 mesi dopo.

Giovedì, 07 Luglio 2022 14:38

Effetti anti-obesità del DWP16001nel cane

obesity bulldogLo scopo degli autori di questo studio era indagare gli effetti antio-besità del DWP16001, un cotransporter di sodio-glucosio-2 (inibitore SGLT2), in pazienti canini obesi. Un totale di 20 cani è stato diviso in quattro gruppi uguali: un gruppo di controllo di cani obesi (gruppo OC) e tre gruppi di pazienti trattati: Gruppo DWP0.2, gruppo DWP0.5 e gruppo DWP1. I cani del gruppo OC sono stati alimentati con cibo di mantenimento, mentre i pazienti dei gruppi in cui era previsto il trattamento sono stati alimentati con cibo di mantenimento in associazione, rispettivamente, a 0,2 mg/kg, 0,5 mg/kg e 1 mg/kg di DWP16001. Il cibo per il mantenimento è stato fornito ai cani come 2 RER (requisito energetico a riposo) in kcal e il cibo integrato con DWP16001 è stato somministrato una volta al giorno per 8 settimane.

Il body condition score, il peso corporeo e lo spessore del grasso sono erano significativamente ridotti (p ​​<0,05) nel gruppo DWP0.2 rispetto al gruppo OC. Alla decima settimana il tasso di consumo di cibo era 101,35 ± 2,56, 166,59 ± 4,72, 98,47 ± 1,44 e 123,15 ± 2,45% rispetto al tasso di consumo di cibo iniziale. La percentuale di grasso corporeo, la circonferenza del torace e dell’addome, la glicemia e l'insulina apparivano ridotti rispetto al gruppo OC ma non significativamente differenti da quelli del gruppo OC durante il periodo sperimentale. L’ ALT, la fosfatasi alcalina, la creatinfosfochinasi e la creatinina erano significativamente ridotte nel gruppo DWP0.2 nelle 8 settimane. Colesterolo e trigliceridi sierici apparivano ridotti ma non in modo significativo. Non sono stati osservati effetti avversi specifici durante il periodo di studio e i parametri ematologici sono rimasti invariati. I risultati indicano che DWP16001 non era dannoso per i cani nel nostro studio e potrebbe avere effetti anti-obesità nei cani naturalmente obesi.

helicobacter suisGli autori di questo articolo avevano l’obiettivo di porre l’attenzione sul significato patogeno delle specie di Helicobacter che colonizzano naturalmente lo stomaco di cani, gatti e maiali. Queste "specie Helicobacter non Helicobacter (H.) pylori" gastriche (NHPH) sono meno conosciute dell'H. pylori dell'uomo. 

Helicobacter suis è stato associato a gastrite e a un ridotto aumento di peso giornaliero nei suini. Diversi studi attribuiscono anche un ruolo a questo patogeno nello sviluppo dell'ipercheratosi e dell'ulcerazione dell'epitelio squamoso stratificato non ghiandolare della pars esofagea dello stomaco del suino. 

AKI catL'urinocoltura viene spesso eseguita nei gatti con danno renale acuto (AKI) per la ricerca di eventuali batteri nelle urine, ma può essere proibitivo in termini di costi. Lo scopo degli autori di questo studio retrospettivo osservazionale era determinare, nei gatti con AKI, la capacità che avevano l'analisi urinaria e i segni clinici dell’infezione delle vie urinarie inferiori (LUTS) nel predire i risultati dell'urinocoltura.

Nello studio sono stati inclusi 97 gatti con AKI. Le cartelle cliniche dal 2008 al 2018 sono state analizzate per identificare i gatti con AKI che disponevano di un’analisi urinaria ed un concomitante esame colturale delle urine.

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