Dall'11 aprile 2003 sono stati pubblicati 7842 articoli

AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

Michele Tumbarello Med Vet PhD student

small ruminantL’obiettivo degli autori dello studio era quello di fornire ai veterinari linee-guida decisionali per la gestione ed il trattamento dell'urolitiasi nei piccoli ruminanti.

L'urolitiasi è la causa più comune di malattie delle vie urinarie nei piccoli ruminanti e ha un impatto economico e produttivo significativo in tutto il mondo. L'origine sembra essere multifattoriale e generalmente inizia con la formazione di cistoliti seguita da ostruzione uretrale. La patologia è più comune nei maschi. I segni clinici sono variabili a seconda della gravità dell'ostruzione. Gli uroliti possono essere a base di calcio, struvite o silicato; tuttavia, i calcoli di struvite e di calcio fosfato sono i tipi di uroliti più comuni osservati nei piccoli ruminanti. 

ocular effect anesthesia catGli obiettivi degli autori di questo studio erano di valutare e confrontare gli effetti che dexmedetomidina e metadone, somministrati per via intramuscolare in monoterapia o in associazione, avevano sui parametri oftalmologici di gatti adulti sani, nonché verificare la remissione di tali effetti in seguito a terapia con atipamezolo.

È stato utilizzato uno studio randomizzato in cieco su 10 gatti sani per valutare l'effetto dei seguenti protocolli terapeutici sulla pressione intraoculare (IOP), sulla produzione lacrimale e sul diametro della pupilla (PD): 0,2 mg/kg di metadone (MET), 7,5 μg/kg di dexmedetomidina (D7), 10 μg/kg di dexmedetomidina (D10), 7,5 μg/kg di dexmedetomidina + 0,2 mg/kg di metadone (DM7) e 10 μg/kg di dexmedetomidina + 0,2 mg/kg di metadone (DM10). I pazienti sono stati valutati per 30 minuti. Successivamente, è stato somministrato atipamezolo e le variabili oculari sono state valutate per ulteriori 30 minuti.

gruppi sang gattiLa relazione tra antigeni eritrocitari e sviluppo di malattie è stata studiata nell'uomo. Alcuni gruppi sanguigni, infatti, sono stati associati a tassi maggiori o minori di sviluppo di infezioni. Inoltre, è stato dimostrato che l'espressione del gruppo sanguigno varia con alcuni tipi di tumori e malattie gastrointestinali. Lo scopo degli autori di questo studio era verificare se esistesse una relazione tra il gruppo sanguigno e le infezioni retrovirali nei gatti.

Sono stati selezionati retrospettivamente i casi di vari database in cui venivano riportati sia il gruppo sanguigno che lo stato retrovirale (leucemia felina [FeLV], virus dell'immunodeficienza felina [FIV] o entrambi) (parte 1 ). Inoltre, un campione di 33 gatti con infezione da FIV confermata è stato genotipizzato per determinarne i gruppi sanguigni (parte 2).

oral squamoI fattori di rischio per lo sviluppo del carcinoma squamocellulare (OSCC) nei gatti sono derivati ​​da un singolo studio di quasi 20 anni fa. Inoltre, la relazione tra l’infiammazione della cavità orale e OSCC non è ancora stata definita con chiarezza.

L’obiettivo degli autori dello studio era quello di analizzare i potenziali fattori di rischio, precedentemente proposti e nuovi, per lo sviluppo di OSCC, comprese le malattie infiammatorie buccali.

dog renaleIn medicina umana, alterazioni delle concentrazioni di adipochine sono associate alla progressione della malattia renale cronica (CKD). Tuttavia, il ruolo di queste molecole nei cani con insufficienza renale cronica rimane poco chiaro.

Gli obiettivi degli autori erano quelli di verificare se le concentrazioni sieriche di adipochine differissero tra cani sani e cani con insufficienza renale cronica e determinare la correlazione tra le concentrazioni sieriche di adipochine e la gravità dell'insufficienza renale cronica nella specie canina.

insulina lenta caneNegli ultimi tempi, per il trattamento del diabete mellito (DM) nei cani, sono state considerate nuove insuline caratterizzate da una frequenza di iniezione ridotta pur mantenendo la stessa sicurezza ed efficacia. L’ipotesi degli autori dello studio era basata sul fatto che il controllo glicemico potesse essere ottenuto nei cani diabetici con un’insulina (AKS-218d) somministrata per via sottocutanea una volta alla settimana.

Si tratta di uno studio clinico prospettico su 5 cani con DM reclutati dall'UC Davis Veterinary Teaching Hospitale dalle cliniche veterinarie locali. I cani precedentemente controllati con insulina ad azione intermedia q12h sono stati trasferiti a iniezioni una volta alla settimana di un costrutto preliminare identificato come AKS-218d. La dose di AKS-218d è stata titolata settimanalmente per 8 settimane in base alla risposta clinica e al sistema di monitoraggio continuo del glucosio ematico. I segni clinici, il peso corporeo, le concentrazioni sieriche di fruttosamina e le concentrazioni medie di glucosio interstiziale (IG) della settimana precedente sono stati confrontati con i valori basali (prima di AKS-218d) e quelli corrispondenti all'ultima settimana di trattamento.

osteosarcoma appendicolare caneL’obiettivo degli autori dello studio era riportare i tempi di sopravvivenza nei cani che hanno ricevuto un protocollo standardizzato di radioterapia palliativa (RT) per il trattamento dell'osteosarcoma appendicolare canino (OSA), in monoterapia, o in combinazione con bifosfonati (BP), e determinare se l'aggiunta di BP potesse influenzare la sopravvivenza. Obiettivo secondario degli autori era quello di identificare le caratteristiche prognostiche che possono influenzare l'outcome nei cani sottoposti al suddetto trattamento.

Nello studio sono stati inclusi retrospettivamente cani con OSA sospetto o confermato, trattati con RT ipofrazionata giornaliera (8 Gy x 2) presso il Flint Animal Cancer Center tra il 2010 e il 2019. I dati clinici sono stati estratti dalle cartelle e sono state annotate le terapie adiuvanti. 

prelievo tartarugaL’obiettivo dell’autore dello studio era quello di determinare: (1) la relazione, (2) la differenza e (3) la concordanza diagnostica tra la concentrazione di calcio totale nel sangue (tCa) e la concentrazione di calcio ionizzato (iCa) in una popolazione di tartarughe di proprietà.

Dalle cartelle cliniche dei pazienti sono state estratte le concentrazioni di tCa, iCa e altre variabili. È stata altresì calcolata la concentrazione di calcio legato (tCa - iCa). Sono stati sviluppati modelli statistici per valutare i fattori che influenzano le concentrazioni di tCa, iCa e calcio legato. È stata infine valutata la concordanza diagnostica tra tCa e iCa.

artrodesi cavalloLa frequenza dell'infezione del sito chirurgico (SSI) dopo il posizionamento di impianti nei cavalli è stata segnalata; mancano tuttavia degli studi che riportano la prevalenza delle suddette infezioni in pazienti sottoposti a protocolli antibiotici specifici.

Lo scopo degli autori dello studio era pertanto quello di determinare i fattori associati alle SSI nei cavalli sottoposti ad artrodesi dell'articolazione interfalangea prossimale (PIPJ), inclusi i protocolli antibiotici perioperatori.

micobatt occhi gattoLe infezioni oculari da micobatteri sono una causa poco riconosciuta di morbilità nel gatto domestico. Gli autori di questo studio miravano ad indagare la distribuzione, l'aspetto istopatologico e la gravità delle lesion oculari da micobatteri nel gatto e a caratterizzare la popolazione cellulare mediante l'immunoistochimica. 

La colorazione istologica di routine con ematossilina ed eosina e la colorazione tricromica di Masson sono state eseguite per identificare le lesioni oculari e assegnare un punteggio di infiammazione in base al numero di cellule presenti. Bacilli acido-resistenti sono stati rilevati con Ziehl-Neelsen; inoltre, da 24 casi di micobatteriosi oculare, è stata utilizzata l'immunoistochimica per la determinazione della proteina adattatrice 1 legante il calcio ionizzato (Iba1), la calprotectina, il cluster di differenziazione 3 (CD3) e Pax5, su campioni di tessuto inclusi in paraffina fissati in formalina. Una panuveite con retinite concomitante è stata identificata in 20/24 casi (83%), con distacco di retina in 16/20 (80%) di questi casi. Le lesioni coroidali avevano il punteggio di infiammazione mediana più alto. Batteri Ziehl-Neelsen-positivi sono stati rilevati in 20/24 casi (83%), con la più alta prevalenza di bacilli acido resistenti rilevati nelle lesioni coroidali (16/20, 80%). Le lesioni erano tipicamente da granulomatose a piogranulomatose, caratterizzate da un numero abbondante di macrofagi Iba1-positivi, seguiti da granulociti e monociti positivi alla calprotectina, con cellule T e cellule B più rare. Tuttavia, dove è stata identificata irite, l'infiammazione era tipicamente linfoplasmocellulare (11/16 casi, 69%). Laddove sono stati eseguiti i test diagnostici, è stata diagnosticata la tubercolosi (ossia, infezione da Mycobacterium bovisMycobacterium microti o un agente patogeno del complesso Mycobacterium tuberculosis non specificato) in 20/22 gatti (91%), con infezione da Mycobacterium lepraemurium identificata negli altri 2/22 gatti (9%). 

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