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AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE IN MEDICINA VETERINARIA

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD Student

Antonio Maria Tardo Med Vet PhD Student

Sabato, 21 Maggio 2022 14:24

Neoplasie retrobulbari nel gatto

1Lo scopo di questo studio retrospettivo era quello di descrivere la presentazione clinica, i reperti di diagnostica per immagini, la diagnosi e l’outcome dei gatti con neoplasia retrobulbare.

Sono stati inclusi nello studio 37 gatti con diagnosi di neoplasia retrobulbare, sottoposti a imaging avanzato presso due ospedali di referenza. Tutti i gatti avevano una diagnosi confermata tramite citologia o istopatologia. Sono stati registrati i seguenti dati: segnalamento, presentazione clinica, risultati delle indagini diagnostiche , trattamento e outcome.

feed foalUn numero sempre maggiore di studi evidenzia l'importanza del microbiota intestinale negli animali per la regolazione dell'omeostasi intestinale, del metabolismo e della salute dell'ospite. È stato riportato che la comunità microbica intestinale è strettamente correlata a molte malattie, ma sono presenti in letteratura informazioni limitate sull'influenza della diarrea sul microbiota intestinale nei cavalli. L’obiettivo di questo studio era quello di valutare i cambiamenti del microbiota intestinale nei cavalli con diarrea.

I risultati hanno mostrato che l’alfa-diversità del microbiota intestinale nei cavalli con diarrea è diminuita in modo osservabile, accompagnata da cambiamenti nelle composizioni tassonomiche. I phyla batterici dominanti (Firmicutes, Bacteroidetes, Spirochaetes e Kiritimatiellaeota) e i generi (uncultured_bacterium_f_Lachnospiraceae, uncultured_bacterium_f_p-251-o5, Lachnospiraceae_AC2044_group e Treponema_2) nei cavalli sani e in quelli con diarrea erano gli stessi indipendentemente dallo stato di salute ma diversi in abbondanza. Rispetto ai cavalli sani, le abbondanze relative di Planctomycetes, Tenericutes, Firmicutes, Patescibacteria e Proteobacteria nei cavalli con diarrea erano notevolmente diminuite, mentre Bacteroidetes, Verrucomicrobia e Fibrobacteres erano notevolmente aumentate. Inoltre, la diarrea ha comportato una significativa riduzione delle proporzioni di 31 generi e un aumento significativo delle proporzioni di 14 generi batterici.

dog throwing upLa dose raccomandata di doxorubicina (DOX) per i cani di piccola taglia è di 1 mg/kg. Studi recenti suggeriscono che la tossicosi gastrointestinale (GI) indotta da DOX può essere ridotta utilizzando il maropitant. L’obiettivo di questo studio era quello di valutare l'incidenza degli effetti avversi (adverse events, AE) associati alla somministrazione di DOX nei cani di piccola taglia. L'obiettivo principale era quello di valutare la tossicosi midollare-gastrointestinale per 2 settimane dopo la somministrazione di DOX. L'obiettivo secondario era quello di confrontare l'incidenza e il grado degli effetti avversi con un gruppo di controllo storico (DOX 1 mg/kg senza somministrazione di farmaci antiemetici o antidiarroici).

Sono stati inclusi nello studio 19 cani di piccola taglia con diagnosi di neoplasia. I cani inclusi hanno ricevuto una singola dose di 25 mg/m2 di DOX IV, seguita dalla somministrazione di maropitant per i successivi 5 giorni (DOX25).

leishmaniasisLa leishmaniosi felina causata da Leishmania infantum è spesso associata all'infezione da virus dell'immunodeficienza felina (FIV); tuttavia, non è noto il ruolo e il significato clinico di questa coinfezione. L’obiettivo di questo studio era quello di valutare se la FIV fosse associata all'infezione da L. infantum nei gatti provenienti da aree endemiche. Un ulteriore obiettivo era quello di descrivere i segni clinici e le alterazioni ematologiche nei gatti con coinfezione FIV/L. infantum.

È stato condotto uno studio retrospettivo caso-controllo. I dati dell'esame clinico e dell'emocromo sono stati ottenuti da una coorte di 705 gatti esaminati per studi epidemiologici sulla leishmaniosi felina condotti tra il 2012 e il 2019. Sono stati selezionati novantuno casi FIV+ e 182 gatti di controllo FIV-. Gli anticorpi IgG anti-Leishmania sono stati rilevati mediante immunofluorescenza indiretta (indirect-immunofluorescence test, IFAT). Il DNA di Leishmania è stato ricercato nel sangue, nei tamponi orali e congiuntivali mediante PCR quantitativa real-time.

Cow Udder e1602406545584L’obiettivo di questo studio era quello di identificare le variabili associate alle infezioni intramammarie (intramammary infections, IMI) durante la 1° settimana di lattazione nelle vacche da latte primipare in allevamento biologico. Un ulteriore obiettivo era quello di valutare l'associazione di tali variabili con la conta delle cellule somatiche (somatic cell count, SCC) e la produzione di latte.

Le vacche nullipare (n = 240) sono state valutate per la presenza di edema della mammella, edema del capezzolo, perdita di latte e igiene della mammella alle settimane 6, 4, 2 e 1 prima del parto e la prima settimana dopo il parto; inoltre, è stato valutato il body condition score (BCS) a 6 settimane prima del parto e 1 settimana dopo il parto. Nell'analisi sono state incluse le seguenti variabili: età al parto, durata della gestazione, distocia, natimortalità e sesso del vitello. I campioni di latte della prima settimana dopo il parto sono stati messi in coltura ​​utilizzando tecniche di laboratorio standard e la crescita batterica è stata considerata IMI.

hypothyroidism in dogs 1La misurazione del free T4 viene comunemente effettuata mediante dosaggio immunologico (analogue immunoassay, fT4a), ma la sua capacità di differenziare l'ipotiroidismo dalla malattia non-tiroidea (non-thyroidal illness, NTI) non è nota. Gli obiettivi di questo studio erano quelli di valutare le concentrazioni sieriche di fT4a nei cani con NTI e di indagare la concordanza diagnostica con il T4 totale (tT4) e il free T4 misurato mediante equilibrio dialitico (equilibrium dialysis, fT4d).

Sono stati inclusi nello studio 146 cani di cui 84, 35 e 27 avevano, rispettivamente, NTI lieve, moderata e grave. Il fT4a è stato misurato nei cani con NTI lieve, moderata e grave. tT4 e fT4d sono stati misurati in un sottogruppo di questi cani.

Lunedì, 02 Maggio 2022 21:52

Virus respiratori emergenti nel gatto

yIq1hcKviIBI7yewW0BWxCrespiratory disease in cats.jpgNegli ultimi anni, i progressi nella diagnostica e nelle tecnologie di sequenziamento hanno condotto all'identificazione e alla caratterizzazione di nuovi virus nei gatti come protoparvirus e chaphamaparvovirus, svelando la diversità del viroma felino nel tratto respiratorio. Gli studi osservazionali, epidemiologici e sperimentali sono necessari per dimostrare se alcuni di questi virus sono in grado di causare malattia, poiché queste informazioni possono essere confuse da fattori correlati al virus o all'ospite. Inoltre, negli ultimi anni, i ricercatori sono stati in grado di monitorare molteplici esempi di trasmissione di virus ad alto potenziale patogeno ai felidi, come i ceppi di virus dell'influenza H5N1, H1N1, H7N2, H5N6 e H3N2 e, alla fine del 2019, il SARS-CoV-2. Questi reperti suggeriscono che lo studio delle infezioni virali richiede sempre un approccio multidisciplinare “One Health”. L’obiettivo di questa review era quello di esaminare la letteratura veterinaria e fornire un aggiornamento sui virus emergenti identificati nel gatto e sulla loro potenziale associazione con malattie respiratorie.

“Emerging Respiratory Viruses of Cats” Andrea Palombieri, et al. Viruses. 2022 Mar 23;14(4):663. doi: 10.3390/v14040663.

Lunedì, 02 Maggio 2022 21:51

Farmacodinamica dell'alfaxalone nel pavone

indian peacock or blue peacock pavo cristatus 700 233472880L’alfaxalone, uno steroide neuroattivo con proprietà anestetiche, è considerato sicuro se usato da solo o in combinazione con altri farmaci anestetici alle dosi raccomandate e il suo uso è stato studiato in numerose specie. L'obiettivo di questo studio era quello di valutare la farmacocinetica e la farmacodinamica dell’alfaxalone somministrato IM nel pavone indiano (Pavo cristatus).

Sono stati inclusi nello studio 8 pavoni appartenenti ad un istituto zoologico. È stato prelevato un campione ematico prima della somministrazione di 10 mg/kg (n = 4) o 20 mg/kg (n = 4) di alfaxalone. Successivamente, il sangue è stato collezionato dopo 5, 10, 15, 30 e 60 minuti dalla somministrazione di alfaxalone, con monitoraggio del punteggio di sedazione, della frequenza cardiaca e della frequenza respiratoria.

veterinary inspection Doberman dogL’obiettivo di questo studio era quello di descrivere l’utilizzo del rivaroxaban nel cane e il monitoraggio della terapia con un test che misura l’attività anti-Xa (anti-Xa activity assay, aXa).

Sono stati inclusi nello studio cani di proprietà a cui era stato somministrato rivaroxaban e monitorati con aXa da gennaio 2018 a gennaio 2020 afferenti presso due ospedali veterinari universitari.

CTE FIPLa peritonite infettiva felina (Feline infectious peritonitis, FIP) è una malattia sistemica che si verifica in una minoranza di gatti infetti da coronavirus felino (feline coronavirus, FCoV). Sono state impiegate varie terapie per trattare questa condizione patologica, tuttavia, non sono stati definiti dei parametri clinico-patologici che siano in grado di differenziare la guarigione completa dalla remissione della malattia. L’obiettivo di questo studio retrospettivo osservazionale retrospettivo era quello di valutare se l’alfa-1 glicoproteina acida (alpha-1 acid glycoprotein, AGP) fosse in grado di distinguere la guarigione dalla remissione della malattia.

Sono stati inclusi nello studio 42 gatti con diagnosi di FIP: il 75% (12/16) dei casi di FIP effusiva e il 54% (14/26) di quelli con FIP non effusiva sono andati incontro a guarigione. La forma della FIP (effusiva Vs non effusiva) non aveva alcuna influenza sulla completa guarigione (p = 0,2). L'AGP si è normalizzata in 26 gatti guariti, ma è rimasta elevata in 16 gatti in remissione. L'anemia era presente nel 77% (23/30) dei gatti e si è risolta più rapidamente dell'AGP in sei dei gatti guariti. La presenza di anemia non ha influenzato le probabilità di guarigione (p = 0,1). Un numero inferiore di gatti guariti (9/24: 37%) rispetto ai gatti in remissione (7/13: 54%) erano linfopenici, ma la differenza non era statisticamente diversa (p = 0,5). La normalizzazione dell'iperglobulinemia è stata più lenta rispetto all’AGP nei gatti guariti. Il titolo anticorpale FCoV era alto in tutti i gatti al momento della presentazione. Quest'ultimo è diminuito significativamente in 7 dei gatti guariti, ma troppo lentamente per essere un parametro utile per determinare l'interruzione dei trattamenti antivirali.

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